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venerdì 5 dicembre 2014

Sabato 20 dicembre, convegno - tavola rotonda: "VESUVIO, settant'anni dall'ultima eruzione"

San Sebastiano al Vesuvio- L'appuntamento è per il prossimo 20 dicembre, alle ore 18:00, presso il Convento delle suore francescane "R. Verolino" - Sala del Refettorio, in Via Principessa Margherita. Il primo marzo del 1944 il Vesuvio, per la quarta volta dall'inizio del secolo, manifestava i segni dell'imminenza di un'eruzione. L'11 marzo una parte del conetto di scorie centrali crollò nel camino vuoto, innescando un'intensa attività all'interno del cratere. Il 21 marzo un articolo non firmato apparso sul quotidiano "Il Risorgimento" riportava: "Da sabato notte, come abbiamo annunziato, il Vesuvio è in una importante fase di eruzione che è proseguita nella giornata di ieri, facendo dilagare dal cratere incandescente migliaia di tonnellate di lava". 
Avanzando lentamente, il fiume di roccia fusa giunse il 18 marzo a minacciare gli abitati di San Sebastiano al Vesuvio e Massa di Somma. A complicare il momento storico delicatissimo, che vedeva l'occupazione del Meridione da parte delle forze alleate, le vicissitudini delle popolazioni alle pendici del vulcano costrette all'inevitabile evacuazione. Una lucida descrizione di quanto stava accadendo a San Sebastiano ce la fornisce Norman Lewis, ufficiale alleato a seguito dell'esercito americano, nel suo libro diario "Napoli 44": "Al momento del mio arrivo la lava stava avanzando piano piano lungo la strada principale del paese e a cinquanta metri dalla grande massa di detriti in lento movimento alcune centinaia di persone, per lo più in nero, stavano inginocchiate in preghiera". Molti attribuiranno proprio ad un intervento divino l'arrestarsi del flusso lavico e la completa interruzione dell'attività vulcanica registrata il giorno 29 marzo.
Sono passati 70 anni da allora. Anni di ricostruzione che hanno regalato un nuovo volto non solo ai comuni di San Sebastiano al Vesuvio (foto a lato) e Massa di Somma, sepolti in parte dalla lava, ma all'intera area vesuviana; anni in cui il rischio legato alla presenza del vulcano è cresciuto, ma paradossalmente il ricordo della sua passata attività si è assopito. A tenerlo in parte vivo solo la memoria dei pochi anziani che spesso, con gli occhi lucidi, si soffermano, ancora impressionati, sull'immagine della lava in movimento. Alcuni ne parlano come se ancora la vedessero fluire, altri con venerazione, come se avesse un'anima, quella dei luoghi inglobati e pietrificati per sempre. Il rapporto fra abitanti e Vesuvio è però tutt'altro che idilliaco e sereno: il ricordo appare spesso confuso, viziato da sofferenza ed emozioni, il più delle volte infastidisce soprattutto chi ha stabilito alle pendici del vulcano la propria dimora. Ma a 70 anni dall'ultima eruzione il Vesuvio fa ancora paura? Può lo strumentale silenzio dei più costituire un'implicita ammissione di colpa, celando la consapevolezza dei tanti danni operati ad un territorio cresciuto male ed a dismisura?
Certo gli strumenti di tutela ci sono, ma non mancano le difficoltà nell'applicarli. "Dal 1997 ad oggi sono pervenute all'Ente Parco ben 2000 ordinanze di richieste di demolizione a fronte solo di 35 abbattimenti", ammette l'ex Presidente, ora Commissario straordinario del Parco Nazionale del Vesuvio, Ugo Leone, in una recente intervista. L'abusivismo è una piaga innegabile, purtroppo non è l'unica, si fonde con la triste realtà dei numerosi rifiuti abbandonati, delle chances negate, delle potenzialità mortificate. Aprire un tavolo di discussione che possa stimolare la curiosità storica ed al contempo fornire un momento di confronto sulle più recenti tematiche che riguardano l'area, appare quanto mai un atto necessario.
Il convegno (locandina a lato) mira dunque, ripercorrendo le vicende più significative del Vesuvio nei suoi settant'anni, a partire proprio dall'evento drammatico dell'ultima eruzione, ad una riflessione più acuta su quanto si è fatto e quanto ancora c'è da fare. In tale ottica le vicende del marzo '44 fungono da spartiacque rompendo la continuità temporale ed avviando il periodo, per molti di decadenza, per altri di inevitabile evoluzione, che ci ha condotti ad oggi.
Recuperare la memoria e riconoscere la specificità e la vulnerabilità dell'area vesuviana appaiono elementi essenziali per mitigare il rischio ed affrontare serenamente e consapevolmente, nel segno della tutela e del rispetto, il futuro. 
Svolgimento della serata. La serata del 20 dicembre si svolgerà secondo due distinti momenti: il primo lascia ampio spazio ai relatori, il secondo è di confronto e dibattito.
Personalità eterogenee si alterneranno dunque improntando il discorso sulle specifiche competenze maturate. A supporto degli interventi è prevista la proiezione di materiale iconografico in forma di fotografia e video.
Sono previsti interventi di: Giuseppe Rolandi, Prof. Ordinario di Vulcanologia presso l'Università di Napoli "Federico II"; Angelo Pesce, Geologo e Divulgatore; Giovanni Gugg, Antropologo; Bernardo Cozzolino, Conservatore dei Beni Culturali, Storico del vesuviano; Umberto Saetta, Ambientalista e Guida Esclusiva del Parco Nazionale del Vesuvio.
Il secondo momento si svolgerà nella forma di "tavola rotonda" con un dibattito articolato intorno a immagini e frammenti video particolarmente significativi. La tavola rotonda sarà moderata in modo da garantire un equo bilanciamento dei tempi tra i partecipanti.
Saranno invitati a intervenire: Giuseppe Capasso, Sindaco di San Sebastiano al Vesuvio; Antonio Zeno, Sindaco di Massa di Somma.

Fonte: comunicato stampa

sabato 15 febbraio 2014

Piano rischio Vesuvio, ecco tutti i "gemellaggi"

Roma- Nella giornata di ieri, venerdì 14 Febbraio, il Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta ha firmato le disposizioni per l'aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico del Vesuvio (leggi il testo integrale). Le disposizioni definiscono i "gemellaggi" tra i 25 Comuni della zona rossa e le Regioni che accoglierebbero nei loro territori la popolazione evacuata. Le aree da sottoporre ad evacuazione cautelativa, fa sapere la Protezione civile, sono sia quelle soggette "ad alta probabilità di invasione di flussi piroclastici" (zona rossa 1), sia quelle "soggette ad alta probabilità di crolli delle coperture degli edifici per importanti accumuli di materiale piroclastico" (zona rossa 2). Saranno i successivi protocolli d'intesa che Regioni e Province autonome dovranno sottoscrivere con la Regione Campania e le amministrazioni comunali interessate - d'intesa con il Dipartimento della Protezione civile - a rendere effettivamente operativi i gemellaggi, prevedendo specifici piani per il trasferimento e l'accoglienza della popolazione da assistere.
Ecco i gemellaggi decisi in caso d'evacuazione:
Piemonte - Portici
Valle d'Aosta - Nola
Liguria - Cercola
Lombardia - Torre del Greco e Somma Vesuviana
Province Trento e Bolzano - Pollena Trocchia
Veneto - San Giuseppe Vesuviano, Sant'Anastasia, Pomigliano d'Arco
Friuli Venezia Giulia - Palma Campania
Emilia Romagna - Ercolano
Toscana - San Giorgio a Cremano
Umbria - San Gennaro Vesuviano
Marche - Poggiomarino
Lazio - Ottaviano e Napoli (parte della circoscrizione di Barra - Ponticelli - San Giovanni a Teduccio)
Abruzzo - Terzigno
Molise - Massa di Somma
Puglia - Torre Annunziata e San Sebastiano al Vesuvio
Basilicata - Boscotrecase
Calabria - Boscoreale
Sicilia - Scafati e Trecase
Sardegna - Pompei

domenica 29 settembre 2013

sabato 1 giugno 2013

Conto alla rovescia per Let's do it! Vesuvio

Mancano solo 7 giorni all'appuntamento con Let's do it! Vesuvio, la grande iniziativa di pulizia del Parco nazionale del Vesuvio, a cui prenderanno parte tanti volontari provenienti non solo dall'Italia, ma anche da altri paesi europei. Domenica 2 giugno, alle ore 19:00, un brindisi con gli organizzatori sancirà l'inizio della settimana che condurrà al grande evento. Per l'occasione sarà allestita una mostra fotografica con gli scatti realizzati, nei mesi scorsi, nei sentieri del Parco. L'appuntamento  per i vesuviani è all'Equobar di San Sebastiano al Vesuvio. Di seguito il programma dell'8 ed il 9 giugno, due giornate dedicate alla bonifica del Parco nazionale del Vesuvio.
8 Giugno
Ore 10:00 - 13:30 Questione rifiuti: problematiche e possibili soluzioni – MAV, Ercolano
Ore 10:00 - 19:00 Mercatino delle eccellenze vesuviane: prodotti tipici, attività, idee, progetti - Via IV Novembre, Ercolano
Ore 13:30 - 15.30 Prazo in strutture convenzionate, Ercolano
Ore 16:00 - 19:00 Possibili soluzioni? Le Istituzioni rispondono ai cittadini – MAV, Ercolano
Altre attività pomeridiane di vario genere saranno organizzate dalle associazioni aderenti alla rete e si svolgeranno presso altri Comuni 
Ore 19:00 - 20:30 Spettacolo teatrale – MAV, Ercolano
9 Giugno
Ore 9:30 Appuntamento nei luoghi di raccolta da cui partirà la pulizia: Torre del Greco - Via Montagnelle; Terzigno - Via Campitelli; Trecase - Via Pisacane.
Ore 10:00 - 14:30 Percorsi di pulizia nelle aree individuate.
A seguire sarà realizzato un incontro con tutti i volontari per confrontarsi sull'esperienza vissuta e sulle modalità e le future azioni di pulizia da porre in essere.
Ore 17:30 Spettacolo musicale
Per maggiori e più dettagliate informazioni, si può consultare il sito Let's do it! Italy.

giovedì 23 maggio 2013

Venerdì 24 maggio, conferenza stampa Let's do it! Vesuvio

Venerdì 24 maggio, alle ore 11:00, presso il Palazzo Baronale del Comune di Torre del Greco, i volontari di Let's do it! Italy illustreranno alla stampa l'itinerario che effettueranno l'8 ed il 9 giugno, giornate dedicate alla bonifica del Parco nazionale del Vesuvio.
Saranno presenti alla conferenza tutti i delegati dei comuni vesuviani e le tante associazioni che, fin'ora, hanno aderito al progetto di bonifica. Tra i relatori Vincenzo Capasso, Coordinatore di Let's do it! ItalyPina Orpello, Consigliere del Parco Nazionale del Vesuvio. Interverranno, inoltre, i Sindaci dei 13 Comuni del Parco nazionale del Vesuvio, tra cui Vincenzo Strazzullo, Sindaco Ercolano e Gennaro Malinconico, Sindaco di Torre del Greco.
"Let's do It! Vesuvio - ha dichiarato Vincenzo Capasso - è il primo evento di pulizia di carattere internazionale in un luogo importante come il Parco Nazionale del Vesuvio. Abbiamo creato una grossa rete tra cittadini, associazioni, comitati ed istituzioni perché crediamo molto che lavorare in sinergia rappresenti una grande opportunità. Puntiamo alla bonifica del territorio del Parco Nazionale del Vesuvio e la chiederemo l’8 giugno al MAV di Ercolano, durante la conferenza con le istituzioni che sono state invitate a partecipare. Oltre alle istituzioni locali, provinciali e regionali - conclude il Coordinatore di Let's do it! Italy - abbiamo invitato a partecipare anche il Ministro alla Salute ed il Ministro dell’Ambiente che speriamo accettino di partecipare all'iniziativa per capire le condizioni in cui versa il Parco Nazionale che dovrebbe essere tutelato". 

venerdì 1 marzo 2013

Sabato 2 Marzo, Let's Do It! Vesuvius sbarca a San Giorgio a Cremano


Let's do It! Vesuvius comincia il suo tour e parte da San Giorgio a Cremano.
Dopo il successo riscosso dalla delegazione italiana durante la conferenza internazionale in Estonia datata 1-3 Febbraio 2013, il primo incontro di presentazione e sensibilizzazione del ramo italiano della rete Let's do it! World  avverrà sabato prossimo 2 Marzo 2013 alle 15:30 presso Villa Bruno, Via Cavalli di Bronzo, 20.
Prima di rendere noti gli obiettivi dell'iniziativa italiana dedicata al Vesuvio e di presentare i vari team di lavoro ci sarà un collegamento con l'Estonia che presenterà il Movimento Internazionale Let's do It! World e con la Sardegna che racconterà dell'esperienza di Let's do It! Cipro.
La campagna italiana di Let’s do it! Italy parte dal Vesuvio. Diventato uno dei simboli del disastro italiano in materia di gestione dei rifiuti, negli ultimi anni il Vesuvio ha fatto da sfondo a decine di reportage e foto sull’emergenza rifiuti a Napoli, che hanno fatto il giro del mondo.
Ci sembra opportuno cominciare proprio da qui, riappropriandoci di un territorio che da oltre 40 anni è ostaggio di sversamenti illeciti e di abusi ambientali. Vogliamo che, da simbolo di degrado, il Vesuvio diventi un emblema delle opportunità offerte da una sana relazione con l’ambiente che ci circonda.
Nel territorio del Parco nazionale del Vesuvio sono stati sversati rifiuti di ogni tipo: rifiuti urbani e industriali, scarti edili e sostanze altamente tossiche e cancerogene.
Urge una bonifica: partecipando alla campagna Cleanup World 2013, vogliamo agire in prima persona, senza più delegare, e vogliamo proporre un'azione in sinergia tra i cittadini, le istituzioni, i professionisti del settore e chiunque altro senta di poter offrire il proprio contributo a questa opera.

Fonte: comunicato stampa

mercoledì 2 gennaio 2013

Ampliata la Zona Rossa, da 18 a 25 Comuni

Il Vesuvio è considerato uno dei vulcani più pericolosi al mondo. A giustificare il triste primato la forte urbanizzazione presente alle sue pendici che conta 500.000 persone.
Per coordinare le attività connesse ad una potenziale evaquazione dell'area, la Protezione Civile ha redatto un Piano di Emergenza Nazionale. Tale piano prevede azioni differenziate a seconda della posizione geografica dei territori coinvolti rispetto al complesso Somma-Vesuvio ed al livello di pericolosità previsto. Su tali basi sono state individuate diverse zone: rossa, gialla e blu.
La zona rossa, che è quella più prossima al complesso vulcanico, comprende ad oggi 18 comuni: Boscoreale, 
Boscotrecase, Cercola, Ercolano, Massa di Somma, Pollena Trocchia, Pompei, Portici, Ottaviano, San Giorgio a Cremano, San Giuseppe Vesuviano, San Sebastiano al Vesuvio, Sant'Anastasia, Somma Vesuviana, Terzigno, Torre Annunziata, Torre del Greco e Trecase. Tali paesi rientrano nei limiti della legge n°21 del 2003 che ne definisce le norme urbanistiche. 
A partire dal 2013 a questi 18 comuni se ne aggiungeranno altri 7 passando così a 25.
Nola, Palma Campania, Poggiomarino, 
Pomigliano D'Arco, San Gennaro Vesuviano, Scafati (unico comune in Provincia di Salerno)  e Napoli con le municipalità di Barra, Ponticelli e San Giovanni a Teduccio si sommeranno all'elenco dei paesi a più alto rischio vulcanico.
Un atto dovuto considerando che già in passato la definizione della zona rossa aveva suscitato qualche polemica. A far discutere il fatto che tale area non fosse stata definita su base radiale, partendo dal cratere del Vesuvio, ma solo sulla base dei confini territoriali. Ciò portava ad escludere dall'area rossa interi territori dominati dal Vulcano ed a rischio di invasioni piroclastiche, mettendoli anche al riparo dalle stringenti norme urbanistiche.
<<Una misua preventiva che non deve creare allarmismo>> sottolinea l'Assessore regionale alla Protezione Civile Edoardo Cosenza.

lunedì 16 luglio 2012

Segnaletica del Parco nazionale del Vesuvio da rifare!

La segnaletica del Parco nazionale del Vesuvio è ben distribuita lungo le principali arterie del Comune di San Sebastiano al Vesuvio, anche se, nella maggioranza dei casi, le indicazioni turistiche non sono perfettamente leggibili. Inoltre, sono ancora presenti i segnali per raggiungere l'ormai ex sede del Parco, che è stata ospitata fino al 2008 in alcuni locali del vecchio palazzo del Municipio, sito in Via Roma. Da quattro anni, per l'esattezza dal 22 aprile 2008, la sede principale del Parco nazionale del Vesuvio è stata trasferita nell'antico Palazzo Mediceo di Ottaviano.
Vale la pena, osservare la foto della segnaletica stradale, allocata in una delle aiuole di Piazza della Repubblica, per avere uno quadro più chiaro di quanto scritto nel post. A parte la discutibile posizione - i segnali stradali andrebbero, infatti, collocati prima della rotonda, per evitare che gli automobilisti possano fermarsi improvvisamente al fine di leggere le indicazioni - è evidente, poi, che il segnale, il 4° partendo dal basso, con l'indicazione del sentiero "Il trenino a cremagliera" dovrebbe essere sostituito, in quanto illeggibile, mentre il segnale, il 3° partendo dal basso, con l'indicazione "sede" dovrebbe essere rimosso.
Insomma, la segnaletica turistica per raggiungere il Vesuvio non esiste, come abbiamo scritto solo qualche giorno fa (leggi il post) e quella del Parco nazionale del Vesuvio c'è, ma andrebbe interamente rivista. Tante, troppe pecche per un Comune, uno dei 13 del Parco, che vuole puntare sul turismo per rilanciare la propria immagine appannata. 

martedì 3 luglio 2012

Scusi per il Vesuvio?

I segnali turistici, per intenderci quelli a sfondo marrone, con cornici ed iscrizioni di colore bianco, recanti le indicazioni per raggiungere il Vesuvio sono inesistenti nel Comune di San Sebastiano. Basta fare un rapido giro lungo le principali direttrici, per rendersi conto di questa grave mancanza. Un turista diretto al cratere, proveniente, ad esempio, dal quartiere napoletano di Ponticelli, troverà l'ultima insegna in Via Europa, nel Comune di Cercola, a pochi metri dalla rotatoria, che segna il confine con San Sebastiano al Vesuvio.
A quel punto più nulla!!!
L'amara sorpresa- Lo sventurato turista, se sprovvisto di navigatore satellitare, seguirà, nella maggior parte dei casi, la segnaletica del Parco nazionale del Vesuvio o la sagoma del vulcano, dirigendosi fin sopra Via Panoramica. Giunto all'intersezione con Via Faraone, (visibile nella foto a lato), l'amara sorpresa. Da lì, non c'è alcuno accesso al cratere.
A tal proposito, pochi giorni fa, prima d'iniziare una delle nostre escursioni, ci siamo imbattuti in Via Panoramica, all'altezza della  sbarra, in due coppie di turisti spagnoli, a bordo di vetture noleggiate, visibilmente spaesati. Erano alla ricerca dell'accesso al cratere. Siamo riusciti a dargli le indicazioni per raggiungere la destinazione, ossia il piazzale a quota 1.000 mslm, punto di partenza del sentiero "Il Gran cono". 
Il caso, però, non è isolato! Ci è stato confermato, infatti, che non è la prima volta che turisti, in special modo stranieri, giungono in Via Panoramica, nell'erronea convinzione di poter accedere da lì al cratere. Non essendoci alcun info-point in loco, vi lasciamo immaginare le difficoltà che gli stessi incontrano per arrivare a destinazione.
E', quindi, evidente che vanno collocate indicazioni chiare, preferibilmente con la distanza in km, per raggiungere il Vesuvio. Il turismo è una risorsa enorme per la nostra terra e non possiamo permetterci il lusso, sopratutto nel momento di crisi attuale, di dissiparla.

lunedì 18 giugno 2012

I Conetti Vulcanici di Pollena


Che il territorio vesuviano riservi sorprese, nel bene e nel male, è cosa risaputa. Accade così, che una calda domenica di giugno offra l’occasione per scoprire un sito del tutto sconosciuto ai più. Per raggiungerlo è sufficiente percorrere pochi km di strada dal centro urbano di uno dei paesi alle pendici del Somma-Vesuvio. Il visitatore intraprenderà qui un "viaggio" tale da proiettarlo indietro nel tempo di ben 17.000 anni. 
Il paese in questione è Pollena Trocchia, ed il sito quello che, negli anni ottanta, fu sede di una cava estrattiva. Parliamo della zona di territorio denominata  “Carcavone”, una parte del  Monte Somma dal passato di certo poco felice. La zona fu infatti  deturpata prima, per un ventennio, dall’attività estrattiva della cava e poi offesa dagli sversamenti illegali di rifiuti. Lo scempio ambientale e idrogeologico che ne è derivato è facilmente immaginabile. 
A ribellarsi all’ennesima discarica abusiva un gruppo di cittadini pollenesi.  Nel 1997 nasceva infatti l'associazione “Liberi Pensieri”, il cui scopo prioritario fu proprio quello del recupero e della riqualifica dell’area.
Come spesso accade, la sorte ci ha messo lo zampino. Questo per dire che è stato proprio l’operato deprecabile della cava a mettere in luce la presenza di piccole strutture vulcaniche, formatesi sul fianco del Somma, prima della potente eruzione pliniana di 17.000 anni fa. Tali strutture vulcaniche sono oggi note, nella letteratura vulcanologica mondiale, come "Conetti di Pollena".
Ad accompagnarci nell’escursione, patrocinata dal movimento dei “Cittadini per il Parco”, i membri dell’associazione Liberi Pensieri. Si parte dall’area che, un tempo sede di svernamenti illegati di rifiuti, dopo un'opera di bonifica e riqualificazione, che tra l’altro ha portato alla piantumazione di nuove essenze arboree, appare oggi come una piacevole zona di sosta. Ad accoglierci un gazebo con albicocche fresche ed acqua.
Il percorso è molto breve, non supera in tutto i 2km. L'importanza scientifica dell'area appare subito evidente. La spiegazione delle formazioni vulcaniche rinvenute, curata dal geologo Santolo Mariano Di Sarno - membro dell’associazione Liberi Pensieri - comincia con la narrazione della storia del Somma. Si tratta di un vulcano antichissimo, padre dell’attuale Vesuvio, la cui storia eruttiva ha subito nel corso degli anni notevoli trasformazioni, con un’alternanza di attività effusive ed esplosive. Come risultato delle prime, la formazione di alcune bocche laterali chiamate anche conetti avventizi. Quelli di Pollena hanno, appunto, un’età di circa 17.000 anni. Si tratta di formazioni dalla vita relativamente breve: nel giro di poche ore nascono e crescono, prima che il centro eruttivo si sposti. Dal diametro di circa 25 metri, con un’altezza che non supera i 15-20 metri tali conetti, in tutto ne sono tre, racchiudono un bagaglio di informazioni sulla storia eruttiva del Somma-Vesuvio: guardando le pareti del condotto vulcanico è possibile ricostruire la stratigrafia corrispondente ai diversi momenti eruttivi. Il Somma-Vesuvio è infatti un vulcano cosìdetto “strato” che alterna momenti di alta esplosività con l’emissione di lapilli, pomici, brecce laviche a momenti di tranquille effusioni magmatiche. Dal punto di visto geologico si tratta quindi di un sito dalla grande importanza, la cui scoperta ha consentito di rivedere le varie teorie circa la chimica del magma prodotto. Prima del rinvenimento di tali conetti non si pensava infatti, che ci fossero emissioni laterali al condotto vulcanico principale.
Visibili nel sito anche le antiche briglie borboniche costruite per la regimentazione delle acque. Tali briglie, insieme alle vasche di raccolta, consentivano la riduzione della velocità dell’acqua e la sua decantazione, fino all’immissione in mare.
La zona in cui ricadono i conetti appartiene oggi alla Provincia. Purtroppo lo scarso controllo non la rende immune da fenomeni di vandalismo; di recente è stato tranciato il cartello descrittivo del secondo conetto e danneggiata la palizzata in legno costruita per proteggere i visitatori. Non solo, arrivati nuovamente al punto di partenza dell’escursione,  veniamo informati dell’avvistamento, lungo la parete superiore, di un camioncino lì presente con il chiaro intento di scaricare rifiuti.
Emerge la necessità di una maggiore sinergia dei cittadini tutti, con le istituzioni presenti sul territorio e con l’Ente Parco, al fine di tutelare e promuovere queste bellissime aree realizzando nuove opportunità di sviluppo e, perché no, di lavoro per le future generazioni.
Qui sono disponibili alcuni scatti fotografici realizzati durante l'escursione.

domenica 10 giugno 2012

L'escursione lungo l'alveo Molaro

Oggi 10 giugno si è tenuta l’escursione dei cittadini per il Parco “lungo l’alveo Molaro”, cui abbiamo preso parte. L’escursione, dopo qualche iniziale perplessità circa lo stato dei sentieri, si è svolta come da programma.
Al punto di incontro, previsto presso Villa Egea eravamo presenti all’appello in 10. Un gruppo molto compatto ed operativo che non solo ha percorso i sentieri, nell’ordine l’antico tracciato delle briglie borboniche, il sentiero delle baracche e quello delle capre, ma ha anche provveduto, lì dove necessario con macete, bastoni e forbici a ripulirli dalla vegetazione che rigogliosa, a tratti, sbarrava il passaggio. Da segnalare, per la loro bellezza, i punti panoramici presenti lungo il sentiero delle capre. Da qui, non appena la vegetazione si fa più rada, appare sullo sfondo, in tutto il suo splendore, la città di Napoli con le sue isole. Al di là del panorama, a sancire la bellezza dei sentieri attraversati, le macchie di colore giallo intenso delle ginestre ed i tanti fiori.
Non mancano le note dolenti. Purtroppo, lungo il percorso che da Massa di Somma conduce alla salita che, ripida, porta al sentiero numero 3 – quello delle baracche – sono disseminati, organizzati a gruppi, rifiuti. Da un paio di divani presenti nel tratto iniziale fino ad una micro discarica sorta lungo un frontone. L’impressione è che questi fenomeni non trovino la giusta opposizione neanche da chi frequenta abitualmente queste zone; parliamo dei tanti contadini che qui coltivano uva, pomodori ed alberi da frutto. L’arrivo intorno alle 13.30 lungo la via Panoramica è stato preceduto da raccolte di fiori selvatici ed una piccola degustazione di gelsi bianchi.
Un’escursione molto bella e suggestiva che terremo in considerazione per una delle nostre prossime passeggiate.
Alcune foto della giornata sono disponibili al seguente link.

domenica 27 maggio 2012

Il video dell'escursione del 13 maggio


Non poteva mancare, anche questa volta, il breve video dell'escursione nella Riserva naturale Tirone Alto Vesuvio che si è tenuta domenica 13 maggio
Nel video le tappe principali dell'escursione, dal primo punto panoramico, con ampia veduta su Napoli e Capri, all'arrivo alla casa della strega Amelia, posta a metà percorso. Non manca una ripresa sulla colata lavica dell'ultima eruzione. Si tratta della lava del 1944, facilmente distringuibile da quella delle colate ottocentesce per il suo intenso colore grigio e la rigogliosa vegetazione. Si apre qui nuovamente il fitto bosco di lecci e pini e lo sguardo si perde lungo le vette dei monti lattari e la penisola sorrentina, fino a Punta Campanella.
Un bel momento di festa è stato quello del pranzo, consumato con la massima attenzione alla raccolta dei rifiuti, nel pieno rispetto delle regole della riserva e della sua pulizia, lungo la strada Matrone, meta d'itinerario.
Nel video, oltre ai luoghi, le tante persone. Ormai un gruppetto fisso, composto da volti reciprocamente sconosciuti fino a qualche mese fa, si è costituito e partecipa attivamente ad ogni escursione, promuovendo la bellezza del nostro territorio. A loro è dedicato il nostro lavoro, e questo video. Alla prossima escursione!
  

martedì 15 maggio 2012

Il breve racconto dell'escursione nella Riserva naturale Tirone Alto Vesuvio

Domenica 13 maggio ha avuto luogo la seconda e tanto attesa escursione di questa primavera. Il gruppo si è incontrato in Piazza Belvedere a San Sebastiano al Vesuvio, verso le ore 09:15. Mezz'ora dopo, a bordo delle nostre auto, ci siamo diretti verso l'ingresso della riserva, dove ad attenderci c'erano due uomini del Corpo forestale dello Stato, che ci hanno aperto il cancello del sentiero. Complice il traffico sulla Benedetto Cozzolino, arteria che attraversa il Comune di Ercolano, e qualche ritardatario dell'ultimo minuto, abbiamo iniziato l'escursione nella Riserva naturale Tirone Alto Vesuvio verso le 10:30. Mai come stavolta il gruppo era davvero numeroso...ben 25 persone! Il percorso si è sviluppato, così da programma, lungo gli oltre 11km di sentiero (andata e ritorno) con alcune soste intermedie e la pausa pranzo all'imbocco con la strada Matrone, che ha rappresentato un momento di grande gioia per tutti i presenti. Dagli spiedini al vino rosso, passando per i taralli non mancava nulla. Dopo la foto di gruppo (in alto), abbiamo percorso il sentiero a ritroso, con una piccola deviazione rispetto all'andata, raggiungendo il cancello d'ingresso verso le ore 16:00. Se nella prima parte della mattinata il tempo non è stato dei migliori, col passare delle ore le nuvole hanno lasciato spazio al sole, lasciandoci godere magnifici scorci sul Golfo di Napoli. Ringraziamo tutti coloro che hanno preso parte all'escursione di domenica scorsa. Le foto sono disponibili al seguente link. Se avete voglia, lasciateci un vostro ricordo personale legato all'escursione di domenica, commentando il post.

lunedì 7 maggio 2012

Domenica 13 maggio, escursione nella Riserva naturale Tirone Alto Vesuvio

Domenica 13 maggio è in programma una nuova escursione nel Parco nazionale del Vesuvio. Il sentiero scelto è il numero 4, denominato "Attraverso la Riserva del Tirone", sconosciuto a buona parte degli escursionisti, in quanto per potervi accedere è necessaria un'autorizzazione scritta rilasciata dal Corpo forestale dello Stato o dall'Ente Parco nazionale del Vesuvio. 
Il punto d'incontro è fissato alle ore 09:15 in Piazza Belvedere a San Sebastiano al Vesuvio. Da lì ci dirigeremo auto in Via dell'Osservatorio nel Comune di Ercolano. All'altezza del ristorante "Kona" (quota 492 mslm) è posto l'ingresso del sentiero, che ha come entrata un cancello verde, apertoci per l'occasione dagli uomini della forestale.
La Riserva naturale Tirone Alto Vesuvio, istituita con D.M. 29 marzo 1972, è posta a salvaguardia della cinta craterica del Vesuvio ed ha un'estensione di circa 1.000 ettari. Come da decreto: "Entro la Riserva è consentito l'accesso esclusivamente per ragioni di studio, per fini educativi, per escursioni naturalistiche, per compiti amministrativi e di vigilanza, nonché ricostitutivi di equilibri naturali".
Il sentiero, nonostante i suoi 11 km complessivi (andata e ritorno) ed un tempo di percorrenza attorno alle 5 ore e mezza, è tra i più agevoli del Parco, in quanto si rivela, quasi interamente, pianeggiante o, comunque, con dislivelli minimi; basti pensare che, dal punto di vista altimetrico, tra il punto più basso e quello più alto del percorso c'è una differenza di circa 100 metri. Il sentiero è, prevalentemente, boschivo: pini e lecci sono tra le specie più diffuse. Il percorso, indicato da un segnavia di colore giallo, è costeggiato da muretti a secco e staccionate in legno. Lo stradello nel primo tratto si apre in piccole radure, facendoci godere magnifiche vedute sull'intero Golfo partenopeo. La vista spazia dalla città di Napoli fino a Punta Campanella, passando per Capri. Dopo circa 2,8 km, in un piacevole slargo, incontreremo una casetta di colore giallo (chiusa al pubblico), posta su una piccola altura, che affaccia su un bacino artificiale d'acqua per il sistema anti-incendio. Da qui in avanti, il sentiero propone l’alternanza continua di tratti chiusi e ombreggiati nel bosco a tratti aperti e in macchia mediterranea, entrambi dominati dalla veduta del Vesuvio. 
Non mancherà un affaccio panoramico sulla lava del 1944 colonizzata dal lichene autoctono stereocaulon vesuvianum. Proseguiremo lungo un rettileneo, che ci condurrà fino alla Strada Matrone, che segna la fine della riserva. Da lì percorreremo a ritroso l'intero sentiero, raggiungendo il cancello d'ingresso, orientativamente, verso le ore 15:30.
Equipaggiamento: si raccomanda abbigliamento comodo e scarpe da trekking leggero o, in alternativa, da ginnastica. Non dimenticate l'acqua e la colazione a sacco. 
Per partecipare all'escursione di domenica 13 maggio, è sufficiente rispondere con un commento al post, altrimenti potete contattarci al nostro indirizzo di posta elettronica sansebastianonews@gmail.com oppure al numero di cellulare 389/1726773. 

sabato 19 novembre 2011

Per metà Percorso, metà Biglietto


Il 13 novembre abbiamo percorso il sentiero del Gran Cono partendo dal rifugio Imbò. Sul sito dell’Ente Parco, così come sul cartello esposto all’interno della biglietteria si legge: “A chi acquista il biglietto presso il rifugio Imbò …. suggeriamo di seguire il percorso completo che riporta al rifugio (tempo di visita orientativo 1 ora e 20): una opportunità irripetibile per godere della natura e dei panorami straordinari su entrambi i fronti del cratere, i così detti versante ‘Torrese’ e ‘Matrone’ “. Ovviamente siamo intenzionati a seguire il suggerimento ed a percorrere l’anello che ci avrebbe riportati al rifugio, così come indicato nella promozione dell’escursione. Ci viene riferito che il sentiero ha subito dei danni a causa dell’acquazzone del 6 novembre, ma, circa la sua percorribilità, la parola ultima spetta alle guide vulcanologiche. Saliti sul cratere abbiamo sollevato la questione. Purtroppo, così come temevamo, ci viene fatta notare subito l’impossibilità di completare l’anello ritornando alla Imbò. Il problema non è certo l’acquazzone del 6, che lo ha reso impraticabile solo per le navette che salgono da Boscotrecase, e non per gli escursionisti a piedi, ma sembra legato ad una questione di competenze. In "soldoni", non si può percorrere il giro completo per la mancanza di un accordo fra la società che gestisce il servizio biglietteria sul fronte ercolanese, e quella che gestisce il trasporto dei visitatori, a mezzo navetta, dal versante boschese, attraverso gli otto chilometri della via Matrone. Tale servizio, detto di “Busvia del Vesuvio”, viene effettuato da un’azienda privata, in sinergia con il Parco Nazionale del Vesuvio e la Provincia di Napoli, che ha anche il compito della gestione e manutenzione del tracciato. Apprendiamo inoltre che tale sentiero può essere percorso esclusivamente in navetta fino alla biglietteria del versante matrone e ciò per il timore che gli escursionisti a piedi possano danneggiarlo o sporcarlo lasciando in giro rifiuti. Un modo ci sarebbe per percorrere il giro completo: essere autorizzati da una parte e dall’altra (versanti ercolanese e boschese) e prendersi la responsabilità dell’escursione. L’ideale sarebbe farsi accompagnare da una guida CAI ben referenziata. Altra storia è quella del giro completo del cratere fruibile solo con un permesso speciale rilasciato dall’Ente Parco e dopo una prenotazione. Ci viene spiegato che, a seguito della prenotazione, le guide Vulcanologiche avrebbero provveduto ad ispezionarlo, valutando la percorribilità della parte non aperta la pubblico, assai precaria in condizioni atmosferiche sfavorevoli. Solo dopo il pagamento di una “cifra forfettaria”, variabile in base al numero di persone da accompagnare avrebbero provveduto a condurre i visitatori; costo del biglietto per la visita al Gran Cono a parte. Giunti alla Capannuccia, una corda impedisce di procedere oltre. Si intravede la parte iniziale del rimanente sentiero ben manutenuta e protetta dalla palizzata in legno. Ci viene confermato che procedere è impossibile in quanto sono necessari: un permesso dell’Ente Parco, uno della Forestale ed una guida naturalistica assegnata all’uopo. Il versante boschese è infatti riserva integrale per cui sembra che la forestale e l’Ente Parco abbiano imposto la loro presenza durante le escursioni che lo riguardano. Chiaramente la guida andrebbe pagata a parte, “ un costo irrisorio, perché l’Ente ha tutto l’interesse di promuovere la conoscenza del Parco e la sua tutela attraverso l’impiego delle guide” ed al costo delle guida, che ci avrebbe accompagnati a partire dal rifugio Imbò, andrebbe sommato nuovamente quello del biglietto per la salita al Gran Cono. Ci viene fatto capire che tutto ciò, vale anche per praticare gli altri sentieri del Parco. Informazioni un po’ diverse da quelle che la guida vulcanologica ci aveva dato. Intanto, a causa dei danni provocati dal maltempo, sembra che la strada “Matrone” rimarrà chiusa fino al marzo del 2012. Fra i progetti futuri dell’Ente Parco, l’esternalizzazione dei servizi di accompagnamento, di visite guidate ai sentieri e di promozione dell’offerta turistica. Una situazione che sembra destare molta preoccupazione fra le guide vulcanologiche del presidio permanente Vulcano Vesuvio. Alla Capannuccia, un turista è impegnato a polemizzare con l’addetto. Giustamente ritiene di aver pagato un biglietto troppo costoso per compiere un cammino tutto sommato breve e diverso da quello promosso. Non possiamo che condividerne le perplessità. Troppa confusione e poca chiarezza sulla gestione dei sentieri del Parco. A questo punto perché pagare 5€ 0 8€, a tanto ammonta il biglietto, per una passeggiata a metà? Per metà percorso, metà biglietto.

lunedì 14 novembre 2011

Il resoconto dell'escursione sul Gran Cono

L'escursione di domenica 13 novembre sul Gran Cono è stata un successo! L'appuntamento, come da programma, era a San Sebastiano al Vesuvio in Piazza Belvedere alle ore 9:30. Mezz'ora dopo ci siamo diretti in auto al rifugio Imbò, nel Comune di Ercolano (quota 1.000 mslm). Il tempo di acquistare il biglietto d'ingresso presso la nuova struttura, intitolata al noto fisico napoletano, e ci siamo diretti al Gran Cono, percorrendo un breve tratto di strada asfaltata per iniziare, poi, la vera ascesa al cratere, conosciuto anche come sentiero nr 5. Lasciatoci alle spalle il Monte Somma separato dal Vesuvio dall'Atrio del Cavallo, si apriva dinnanzi ai nostri occhi un paesaggio sempre più emozionante su Napoli e tutta la sua sconfinata provincia. Il sole ha reso più gradevole la salita, facendoci dimenticare le temperature basse, che comunque non hanno smorzato più di tanto il nostro entusiasmo. Alla casetta del presidio permanente vulcano Vesuvio (quota 1.180 mslm) ci è stata assegnata una guida vulcanologica che ci ha accompagnato per un tratto del sentiero, fornendoci delle utilissime spiegazioni di carattere storico-scientifico sul nostro vulcano. Abbiamo ammirato da vicino la bocca del Vesuvio con le sue numerose fumarole. All'arrivo alla stazione superiore (quota 1.158 mslm), abbiamo fatto un pausa sorseggiando dell'ottimo vino rosso e mangiato taralli e altre sfizioserie. La Capannuccia (1.167 mslm) è stato il punto di arrivo della nostra passeggiata. Oltre non si può andare in quanto, come ci è stato riferito, trattasi di riserva naturale integrale e, pertanto, percorribile solo con determinati permessi. Peccato, avremmo voluto percorrere il sentiero nr 5 integralmente. Da quel punto abbiamo percorso il tragitto a ritroso, raggiungendo più tardi le nostre auto. Poco dopo le 15 siamo rientrati a San Sebastiano, in Piazza Belvedere, e lì ci siamo salutati. E'stata un'occasione unica per conoscere meglio il nostro Vulcano e la sua lunghissima storia e, non da meno, per stringere nuove amicizie. Grazie a tutti coloro che hanno preso parte all'escursione sul Gran Cono! Per visualizzare le foto, vi rimando a questo link
P.S. Abbiamo saputo che due ragazze (Chiara e Veronica) hanno fatto il percorso in solitaria, in quanto c'è stato un piccolo malinteso sugli orari d'arrivo al rifugio Imbò e, pertanto, si sono avviate prima del nostro arrivo presso la struttura. 

venerdì 11 novembre 2011

Niente da fare!


Il Vesuvio non compare fra le possibili sette meraviglie naturali del mondo. La classifica, ancora provvisoria, pubblicata da poco sul sito New 7 Wonders of Nature lascia solo poche speranze. L’elenco è fornito in ordine alfabetico e non in base al numero dei voti ricevuti: Amazon, Halong Bay, Iguazu Falls, Jeju Island, Komodo, Puerto Prince Sa Underground River e Table Mountain, per ora sembrano essere i siti candidati alla vittoria. Il calcolo dei voti dovrà essere però controllato e validato. Non resta che attendete l’inizio del nuovo anno per conoscere la classifica definitiva. Speravamo già di vederlo in lista, il Vesuvio, ed invece la sensazione che l’Italia non ci abbia creduto davvero è molto forte.

Votazione conclusa, incrociamo le dita!


Si è conclusa alle 11:11:11 GMT (12:11:11 ora locale) la votazione che ha visto il Vesuvio unico candidato italiano a correre per il titolo di una delle sette meraviglie naturali del mondo. Aspettiamo con ansia, ed incrociando le dita, i risultati che saranno pubblicati alle 7:07 PM GMT (8:07 PM ora locale) sul sito New 7 Wonders of Nature. Per ulteriori informazioni rimandiamo al post: “VOTA Vesvuio: un voto per l’Italia” ed alla nostra pagina FB.

venerdì 4 novembre 2011

Causa maltempo, escursione sul Vesuvio rinviata a domenica 13 novembre

Causa maltempo, l'escursione sul Gran Cono, in programma per domenica 6 novembre, è rinviata alla domenica successiva, ossia il 13 novembre. Abbiamo sperato fino all'ultimo che il maltempo potesse risparmiare l'area vesuviana, ma non è stato così. Le previsioni meteorologiche, come potete vedere voi stessi nel grafico a lato (tratto dal sito ilmeteo.it) sono davvero pessime. Non preoccupatevi, però, l'appuntamento con il Vesuvio è solo rimandato di una settimana. Quindi tenetevi liberi per domenica 13 novembre e dateci, come sempre, la vostra adesione, attraverso i commenti oppure con una mail. 
Approfitto del post per ricordarvi che mancano sette giorni alla chiusura del concorso, ideato da New Open World Corporation, con lo scopo d'individuare le sette meraviglie del mondo. Il Vesuvio è tra le 28 finaliste, sosteniamolo. E ricordatevi il nostro motto "Io voto Vesuvio! E tu?"  

martedì 1 novembre 2011

Chiarita la storia della Stazione Inferiore della Seggiovia del Vesuvio


Avevamo documentato, con un post ed un video, lo stato di abbandono e degrado in cui versa una struttura situata a quota 750 mslm nel territorio che un tempo fu sede della Stazione Inferiore della Seggiovia del Vesuvio. Ingannati dalla location, dalla presenza di una carrozzina biposto della vecchia seggiovia e dalle poche informazioni trovate in rete, avevamo erroneamente attribuito a tale struttura un ruolo che non le competeva. Grazie alle segnalazioni di alcuni attenti lettori e conoscitori del Parco del Vesuvio abbiamo approfondito la questione: quella che pensavamo fosse proprio la Stazione Inferiore della Seggiovia era in realtà la sede di un bar ristorante chiamato Incantesimo. Purtroppo della seggiovia e della sua stazione, situata a pochi metri dal bar ristorante in questione, sembra non sia rimasta traccia. Scomparsi i piloni, abbattuta la stazione, cancellato dalla vegetazione il vecchio sentiero che seguiva il percorso delle seggiole, restano solo poche foto a testimoniare il fascino di un’opera semplice ed allo stesso tempo efficace. Il locale, datato 1909, che fu sede della Stazione Inferiore della Seggiovia, svolse in precedenza il ruolo di sede della Funicolare Vesuviana. Sopravvissuto alle eruzioni vulcaniche del 1929 e del 1944, nel luglio del 1953 fu nuovamente aperto al pubblico modificato nella sua struttura, solo parzialmente, con l’aggiunta di un livello superiore. La seggiovia terminò la sua attività nel mese di settembre del 1984 quando un fulmine, colpendo un cavo, la mise fuori uso. Nel 1991 passò nelle mani della Regione Campania. Su progetto dell’architetto Nicola Pagliara si cominciò la costruzione di una nuova funicolare. Nei fatti questa avrebbe dovuto sostituirsi alla stessa seggiovia e consentire nuovamente l’accesso diretto dei turisti al Gran Cono. L’appalto per la realizzazione dell’opera fu vinto dall’Ansaldo trasporti di Napoli e dalla Ceretti-Tanfani di Milano. Vi lavorarono in subappalto anche alcune cooperative locali, dell’Emilia Romagna e del Veneto. Il manufatto, un tempo sede della Stazione Inferiore della Seggiovia fu così demolito, i piloni, appoggi per i cavi d’acciaio cui erano ancorate le seggiole, rimossi, alcuni locali del “Bar Ristorante Incantesimo” utilizzati, dalle ditte appaltatrici, a servizio dello smantellamento della vecchia stazione. La funicolare rimane ad oggi un’opera incompiuta: lo sconfinamento, per la costruzione della Stazione Superiore, di una decina di metri appena, nel territorio di Torre del Greco con il successivo intervento degli ambientalisti decretò l’arresto dei lavori. Rimangono una profonda cicatrice di cemento, in parte coperta dalla vegetazione e dai rovi, che corre lungo il fianco della montagna e che avrebbe dovuto ospitare i binari; una orribile base in cemento che nasconde alla vista la struttura di arresto delle carrozze e sulla quale sarebbe dovuta sorgere la nuova stazione della Funicolare e due grossi piloni utilizzati a supporto della teleferica costruita per il trasporto dei materiali a monte. Nel frattempo il bar ristorante Incantesimo, in esercizio grazie al flusso di turisti assicurato dalla seggiovia, assisteva, probabilmente, ad una progressiva riduzione della clientela e chiudeva nel 1998. Da allora la struttura risulta abbandonata e pericolosamente aperta a chiunque voglia curiosare. Come unica testimonianza dello splendore del passato, una carrozzina biposto giace in un angolo dimenticata ed in parte vandalizzata. Fine ingrata per la sola traccia concreta del primo impianto biposto a seggiole mobili d’Italia. Qui è disponibile una ricca galleria fotografica.