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venerdì 24 luglio 2015

I marciapiedi dissestati di Via della Pace

San Sebastiano al Vesuvio- Nei giorni scorsi abbiamo realizzato un breve video per documentare lo stato dei marciapiedi di Via della Pace, lato Cooperativa Vesuvio. E' stato sufficiente percorrere poche decine di metri per renderci conto dell'impraticabilità dei marciapiedi, sopratutto in prossimità della fermata degli autobus della linea CTP. Come si evince dal filmato, visibile in basso, le radici dei pini hanno spaccato, in più punti, i già malconci marciapiedi, rendendo pericoloso il transito dei pedoni. Inoltre, la vegetazione spontanea cresce rigogliosa a causa della totale assenza di manutenzione ordinaria. Se nelle ore diurne, facendo particolare attenzione, si riesce a scansare il pericolo, al calare delle tenebre, e grazie alla complicità delle luci dei lampioni non particolarmente vivaci, si rischia d'inciampare ad ogni passo. I residenti auspicano da anni il rifacimento dei marciapiedi e la piantumazione di essenze arboree più adatte al contesto, ma fin'ora le loro istanze non sono state prese in considerazione.

martedì 23 giugno 2015

Salviamo la Piazza Capasso

Buongiorno,
è arrivato il momento di prendere qualche iniziativa al fine di ripulire la piazza e le aiuole di San Sebastiano Al Vesuvio.
Nonostante abbiamo un contratto con un'azienda di servizi che continua a lucidare le strade, nessuno alza lo sguardo e vede il contenuto delle nostre aiuole.
C'è di tutto, bottiglie di plastica, bottiglie di birra, carte e ovviamente il concime prodotto dai cani.
Non se può più, una puzza incredibile, i contenitori "LUISITO" strapieni di tutto che aspettano invano che qualcuno li svuoti.
Le campane per il deposito delle bottiglie strapiene, una vera vergogna!!!
E' vero che l'amministrazione è saltata, ma i dipendenti comunali che hanno la responsabilità di gestire e vigilare dove sono?
Forse già al mare ?
Saluti
e-mail non firmata
La mail pubblicata, in data odierna, è la prova che i sansebastianesi sono stanchi e sfiduciati nei confronti degli amministratori locali. E la debacle di Giuseppe Capasso alle recenti elezioni regionali è da leggere proprio in tal senso.
La Piazza che porta il nome di Raffaele Capasso, il Sindaco che ricostruì San Sebastiano al Vesuvio all'indomani dell'ultima eruzione, versa in un totale stato di degrado e abbandono. Ormai, sono lontani i tempi in cui la "piazzetta", come la chiamavano affettuosamente gli abitanti, era un luogo bello da vivere quotidianamente. 

martedì 25 novembre 2014

Chiuso nel Parco Urbano, la disavventura di un giovane

San Sebastiano al Vesuvio- L'assurda vicenda è capitata ad un giovane sansebastianese, che ci ha raccontato la disavventura capitatagli la scorsa domenica, quando si è recato nel Parco Urbano di Via Panoramica per una passeggiata. Entrato alle 12:50 si è recato al livello intermedio, dove ha potuto constatare il degrado nel quale versa una vasta area del parco: erbacce ovunque; palme secche; grossi rami tagliati e mai raccolti (vedi foto); muretti in tufo crollati. Uno scenario post-bellico non degno di un paese civile, che ricorda il film "Io sono leggenda". Armato del suo smartphone ha scattato qualche fotografia, che ha deciso di condividere con tutti i lettori del blog (la galleria è visibile in fondo al post).
Schifato dal contesto, verso le 13:30, si è diretto al cancello d'ingresso, trovandolo chiuso. Nessuno l'aveva avvisato della chiusura del Parco Urbano. Ha chiamato i numeri della Polizia Municipale, ma i telefoni degli Uffici squillavano sempre a vuoto. Verso le 14 il giovane è stato costretto a scavalcare, esponendosi al rischio di lesioni. 
Questa testimonianza raccolta dal vivo, si aggiunge alle altre ricevute in passato e pubblicate puntualmente sulle pagine del blog (leggi qui ed anche qui). Se non si è in grado di curare un Parco Urbano decentemente e di garantirne la piena fruibilità, tanto vale chiuderlo!

domenica 20 aprile 2014

Attacco verde in Piazza della Concordia

San Sebastiano al Vesuvio- Risale a qualche giorno fa l'attacco verde sferrato con successo in una delle grandi aiuole di Piazza della Concordia. Un residente di uno degli stabili che affacciano sulla centralissima piazza, a due passi dal Municipio, ha provveduto a piantare personalmente quattro piante, tra cui due bellissimi esemplari di Yucca (visibili al centro del prato).
Combattere l'incuria ed il degrado urbano, attraverso la creazione di uno spazio verde o la risistemazione, come in questo caso, di uno già esistente. E' questo, in estrema sintesi, lo scopo degli attacchi verdi, che spesso finiscono sotto l'etichetta unica di guerrilla gardening. Laddove un amministrazione è carente, c'è il singolo o un gruppo di persone, che si tira su le maniche per rendere più bello un angolo di città e restituirlo, in questo modo, alla collettività.
Se anche voi siete stati protagonisti di un attacco verde urbano, segnalatecelo. Saremo ben lieti di pubblicare le foto delle vostra "impresa".

mercoledì 12 febbraio 2014

Caduta calcinacci in Via della Scalea

San Sebastiano al Vesuvio- Nei giorni scorsi, in Via della Scalea, si sono staccati grossi pezzi d'intonaco dal muro che costeggia la pubblica via. Le piogge copiose dei giorni scorsi hanno dato il proprio contributo a danneggiare un muro, già particolarmente degradato. Fortunatamente la caduta dei calcinacci non ha ferito alcun passate, né danneggiato le vetture in sosta. Nelle scorse ore, alcuni operai, inviati dal Comune, hanno messo in sicurezza la zona e provveduto a spicconare buona parte del muro, portandolo allo stato grezzo (vedi foto).
Già nel lontano 2009 denunciammo sulle pagine del blog lo stato di deterioramento del manufatto (leggi post) e, in anni recenti, in altri punti del muro, si sono verificati altri distacchi d'intonaco, senza causare danno a persone e/o cose. La storia, purtroppo, non insegna molto. E'evidente che, senza manutenzione ordinaria, qualsiasi opera si deteriora, anche la migliore. A questo punto, residenti e commercianti della zona auspicano la messa in sicurezza di tutto il muro di Via della Scalea, al fine di scongiurare ulteriori crolli.

mercoledì 18 dicembre 2013

Il mistero delle luci ad intermittenza

San Sebastiano al Vesuvio- Ai problemi atavici, che affliggono da troppi anni il centro cittadino, e di cui ci siamo occupati in passato, se n'è aggiunto un altro. Ci riferiamo allo strano fenomeno che ha colpito, nelle ultime settimane, gli impianti di pubblica illuminazione (sia nuovi che vecchi) di alcune zone del paese, nello specifico quelli di Via della scalea, Piazza della Concordia e Piazzetta Capasso. Ogni due minuti, un black out di alcuni secondi lascia completamente al buio una vasta area del centro. Le due renne, sistemate nell'aiuola, sono le prime a riaccendersi, ma le altre lampade impiegano molto più tempo per raggiungere la giusta temperatura. Insomma, se non ci fosse la luce del cantiere, sarebbe buio pesto.
Il video, girato la scorsa notte in Piazza della Concordia, e velocizzato per ovvie ragioni, rende l'idea di quanto appena descritto. Residenti e commercianti sono stanchi di tollerare una situazione, che si trascina, nonostante le segnalazioni all'ufficio tecnico del Comune, da inizio dicembre! 

martedì 10 settembre 2013

Degrado intorno all'ufficio postale di San Sebastiano

Nei giorni scorsi ci siamo recati all'ufficio postale di San Sebastiano al Vesuvio, ubicato in Viale degli Ulivi, per pagare un bollettino postale. In attesa del nostro turno, e visto che l'interno della struttura era saturo di persone, ci siamo spostati nei giardinetti adiacenti la struttura, in cerca della frescura, che solo gli alberi sanno regalarci. Ed è stato lì che abbiamo constatato l'assurdo degrado che circonda l'ufficio postale del paese.
Uno dei due cancelli automatici, il primo per chi proviene da Via Matteotti, è completamente ostruito dalle erbacce e dagli aghi di pino, ma il peggio deve ancora venire! Basta fare qualche passo per ritrovarsi in una sorta di giungla (vedi foto in alto), dove la vegetazione spontanea, alta anche un metro o più, la fa da padrona e rende quasi impossibile l'accesso. Cumuli secchi di foglie secche sono ovunque. In un'aiuola, dove cresce rigoglioso un bellissimo tiglio, c'è una pesante grata in ferro, spostata dal suo alloggio, che lascia aperto un buco dalle dimensioni piuttosto generose. Inutile dire che un bambino potrebbe caderci dentro, rischiando di farsi molto male. A pochi passi c'è un contatore elettrico, non protetto e alla mercé di chiunque, che rappresenta un pericolo non trascurabile per gli utenti.
Spostandoci sul vialetto pedonale non si può fare a meno, poi, di notare l'erba dei giardinetti completamente arsa dal sole e i rifiuti sparsi in ogni dove. E'uno spettacolo indecente che abbiamo documentato con diversi scatti fotografici, montati successivamente in un breve filmato che potete visualizzare in basso.

venerdì 28 giugno 2013

Viale degli Ulivi, marciapiedi ai limiti della praticabilità

Questa mattina abbiamo realizzato un video, visibile in basso, per documentare lo stato dei marciapiedi di Viale degli Ulivi, nel tratto compreso tra Via Matteotti e Viale dei Platani. Come si evince dal breve filmato, le condizioni degli stessi sono, a dir poco, penose. Le radici dei pini hanno sollevato, in più punti, la già precaria pavimentazione ed i cordoli in pietra lavica, rendendo alquanto pericoloso il transito dei pedoni sul marciapiede. La zona, vale la pena ricordarlo, è molto frequentata, in quanto a pochi passi è presente l'ufficio postale del paese, un bar (frequentato a tutte le ore del giorno) e diversi locali commerciali. Se nelle ore diurne si riesce a scansare il pericolo, al calare delle tenebre, grazie alla complicità dei vecchi impianti d'illuminazione pubblica, la situazione peggiora drasticamente. Adesso è giunto il momento del video. Buona visione!

sabato 11 maggio 2013

Frontisti attenti! Si prospettano sanzioni

Già esecutiva l'ordinanza n°17 emessa lo scorso 3 maggio a firma del Sindaco di San Sebastiano al Vesuvio, Giuseppe Capasso. Nel mirino i frontisti: privati proprietari di fondi adiacenti a strade e spazi pubblici. Questi, d'ora in poi, dovranno obbligatoriamente provvedere, a propria cura e spese, alle opere ritenute necessarie al decoro ed alla tutela del territorio comunale. L'elenco è corposo, fatto di ben 10 punti.
E' obbligatorio: "il  taglio della vegetazione incolta; il taglio di siepi e rami che sporgono sul territorio pubblico; il taglio degli arbusti e delle sterpaglie cresciute anche impropriamente nei terreni incolti in prossimità di strade comunali e Vicinali o prospicienti spazi e aree pubbliche".
E' inoltre vietato: "lasciare in deposito sui terreni materiali o residui di carcasse di macchine e materiale di qualsiasi natura che possa immettere sul terreno sostanze nocive o comunque estranee alla natura del terreno stesso e tali che possano diffondersi in superficie o infiltrarsi nel sottosuolo provocando inquinamento momentaneo o duraturo; lasciare in deposito sui terreni materiale di qualsiasi natura, ammucchiato o affastellato tale da poter divenire rifugio di animali potenzialmente portatori di malattie nei confronti dell'uomo quali ratti, cani o gatti randagi ed altri". 
Inoltre, da giugno a settembre è severamente vietato, in corrispondenza di aree agricole e lungo le strade urbane, accendere fuochi.
I trasgressori di tale ordinanza saranno puniti con un'ammenda che va dai 25€ ai 500.00€. Il comune potrà inoltre intervenire per sanare situazioni di pericolo, rivalendosi nei confronti dei privati, per le spese anticipate e le eventuali responsabilità penali.
Verrebbe da dire che ancora una volta "si predica bene e si razzola male". Certo, perchè chi fa la norma è paradossalmente il primo a non rispettarla. Molte delle situazioni di pericolo e di abbandono presenti sul territorio non sono, il più delle volte, imputabili ai privati, ma proprio alla miope gestione pubblica. Basti ricordare le forti critiche suscitate gli scorsi mesi, dalla situazione di degrado in cui versavano alcune aree cittadine (post1, post2). Da allora molto è cambiato, ma tanto c'è ancora da fare.
Al di là della sottile polemica, che trova dimensione non solo locale ma nazionale, prendere provvedimenti nei confronti di chi lascia all'abbandono il verde di cui è proprietario, creando situazioni di pericolo per i più, è un atto dovuto, non solo ai fini della sicurezza e del decoro pubblici, ma della civile e quotidiana convivenza.

giovedì 25 aprile 2013

Accendete la luce!


Da settimane il centro di San Sebastiano al Vesuvio è praticamente al buio. Oltre agli atavici problemi dovuti ad impianti d'illuminazione vecchi e malconci, che diffondono poca luce, si aggiungono le frequenti bruciature delle lampade, che lasciano nell'oscurità vaste aree. Vediamo nel dettaglio la situazione.
Dei lampioncini, allocati nei giardinetti di Piazza Raffaele Capasso, si è persa quasi ogni traccia. Sono rimasti solo alcuni paletti, da cui fuoriescono pericolosi fili elettrici, a ricordo di un impianto d'illuminazione vandalizzato oltre dieci anni fa e mai più rimesso in funzione. A questa mancanza di luce, avrebbero dovuto sopperire i vetusti corpi luminosi, posti ai lati della piazzetta, ma due di questi sono anche spenti!
I vecchi lampioni, che cingono un lato di Piazza della Concordia, dello stesso tipo di quelli già visti sopra, sono tutti spenti, ad eccezione di uno. E non se la passa meglio il nuovo impianto luminoso, allocato nelle aiuole. Su sei punti luci, due sono spenti.
Dei cinque lampioni, collocati sul marciapiede di Via della scalea, anch'essi vecchi di oltre vent'anni, due sono spenti. 
Ricapitolando, sono ben undici i punti luce spenti. Un quadro davvero desolante. E pensare che negli ultimi anni sono stati sostituiti molti corpi luminosi obsoleti ed inefficienti (vedi Viale delle Industrie e Via degli Astronauti), ma evidentemente le aree centrali non sono una priorità. Residenti e commercianti sono sempre più sconfortati dal lassismo dell'amministrazione. Eppure, il municipio è proprio lì a due passi!

lunedì 15 aprile 2013

Ritrovata la scultura di Iacomino!

Nel primo post del 2013, dal titolo "Che fine ha fatto la scultura di Iacomino" (leggi qui), avevamo segnalato la sparizione della scultura in vetroresina dai giardinetti di Via Plinio, a due passi dai porticati. L'altro giorno l'amara scoperta!
L'opera in vetroresina, dal titolo "Correre respirare vivere", si trova all'interno del muro perimetrale della clinica privata Park Hospital, giusto alle spalle della sua collocazione originaria.
In un'area degradata, tra muri imbrattati, rifiuti ed erbacce, la scultura, concepita dall'artista Paolo Iacomino, giace coricata su di un fianco, mentre il grande cerchio è appoggiato ad un albero. Anziché essere custodita in un deposito comunale, come era lecito aspettarsi, è stata gettata lì, manco fosse il peggior rifiuto! Di certo l'artista porticese non avrebbe mai immaginato che la sua creatura potesse fare quest'ignobile fine. 

domenica 7 aprile 2013

La "Fenice" ha le ali tarpate, ne parla anche il TG3


E' il mese di ottobre dello scorso anno, alcuni genitori del vesuviano  si improvvisano giardinieri e cominciano a pulire l'esterno delle scuole frequentate dai figli. Si muovono fra incuria e degrado. A sporcare le loro mani: erbacce, spazzatura, piante rinsecchite. Da giardinieri ad imbianchini decidono, ad un certo punto, di varcare la soglia dell'edificio scolastico. Anche qui le intenzioni sono le migliori: tinteggiare le aule, sostituire i banchi rotti, occuparsi di ciò che non va e potrebbe essere migliorato. In estrema sintesi, questa è  la storia della "Fenice Gruppo Scuola", associazione san sebastianese di cui ci siamo occupati in un precedente articolo (leggi) e che torna alla ribalta in questi giorni grazie ad un servizio del TG3.
Dopo tanto lavoro, arriva la beffa: da qualche mese, il loro ingresso nell'edificio scolastico non è più consentito per mancanza di copertura assicurativa. Almeno così impongono gli Amministratori locali, indubbiamente infastiditi dal plauso suscitato e dalle sempre più insistenti pretese del compatto gruppo di mamme e papà. Una situazione ridicola intrisa di ipocrisia, ci verrebbe da dire. Sarà che inizialmente accontentare i genitori potesse sembrare una buona occasione politica, ma ad un certo punto la situazione è sfuggita di mano? Ci si è accorti solo ora della mancanza di copertura assicurativa?
A nostro avviso è impensabile che siano un gruppo di  genitori ad occuparsi delle condizioni e delle sorti delle scuole. Un'associazione può intervenire contribuendo a tenere alta l'attenzione su alcune problematiche, ma non sostituirsi a chi ufficialmente è preposto a trovare soluzioni. 
Se l'amministrazione non vuole l'intervento della "Fenice Gruppo Scuola", così come del resto dovrebbe essere in una situazione di normale gestione, allora che si adoperi per assicurare la normalità dei plessi scolastici. E non si dica per l'ennesima volta che non ci sono soldi. Quelli, se si vuole, si sa bene come farli uscire.

giovedì 3 gennaio 2013

Sottopasso di Piazza della Condordia, pericolo per i passanti

A distanza di un anno e mezzo torniamo ad occuparci del sottopasso pedonale che mette in collegamento Piazza della Concordia e Via Luigi Palmieri. Nel giugno del 2011 (leggi post) documentammo lo stato dei luoghi attraverso un breve video.
Le condizioni di degrado che caratterizzano questo breve tunnel sono note a tutti: pavimentazione e superfici murali imbrattate (dei graffiti autorizzati si è quasi persa ogni traccia), scarsa illuminazione e perenne fetore di urina.
La situazione, purtroppo, si è ulteriormente aggravata dalla presenza di lesioni lungo il soffitto e dalla conseguente caduta d'intonaci e calcinacci, che mettono in serio pericolo l'incolumità dei numerosi fruitori del sottopasso. Insomma, il quadro che emerge è davvero desolante ed è ben sintetizzato dalla foto in alto.

sabato 13 ottobre 2012

La Fenice Gruppo Scuola: essere cittadini!


Fare i cittadini è il modo migliore di esserlo. Partiamo da questa frase ricca di significato per incentrare il discorso sull'importanza della “cittadinanza attiva”. Mai quanto in questo periodo di decadenza politica e crisi economica si sente la necessità di una forza nuova, che venga dal basso, per ristabilire l’equilibrio, ormai perduto,  fra interesse pubblico e privato. Il cittadino attivo è colui che davanti all’inefficienza amministrativa non si volta dall’altra parte lamentandosi, ma decide di agire in prima persona in nome del cambiamento.
E’così che nasce spontaneamente a San Sebastiano al Vesuvio “La Fenice Gruppo Scuola”. Ad unirsi in difesa del bene collettivo è un gruppo di genitori del vesuviano. In comune hanno l’amore per il territorio  e l'interesse per la scuola di via degli Astronauti, frequentata dai loro bambini. E’ proprio sull'uscio del plesso, dove quotidianamente si incontrano all’orario di ingresso ed uscita, che si innesca la scintilla del cambiamento. Ad alimentarla la sottile rabbia che spesso sprona a passare dalle “parole ai fatti”.
I genitori si lamentano della condizione in cui versa la scuola  costretta, dalla mancanza di manutenzione, ad uno stato di fatiscenza e degrado. A suscitare ancora più indignazione l’ennesima infiltrazione d’acqua che, seguita ad un’abbondante pioggia, costringe i bambini a lezioni  nei corridoi. Puntare il dito contro chi dovrebbe amministrare la "cosa pubblica" al meglio e non lo fa, nascondendo l’inadeguatezza dietro la mancanza di risorse è facile, ma non porta risultati. 
Si comincia così a fare gruppo, a contattare gli assessori di turno. Costoro, davanti all’insistenza dei genitori, intenzionati ad occuparsi della pulizia della scuola, non possono che fornire “carta bianca”.
“Il primo intervento -spiega il portavoce della Fenice Giacomo di Fiore- comportò un impegno di spesa di 89 euro”. Tanto bastò per l’acquisto di alcune piante di ciclamino ed una grossa bandiera dell’Italia. Un intervento condotto appena da 5 persone cui ne seguirono 20 il lunedì successivo ed infine 40 all’ultimo appuntamento. Sono bastati 3 incontri per per cambiare il volto della Capasso e della Collodi, con 40 buste di rifiuti raccolte, ed alcune aule imbiancate.
”Quelle che sembrano mancare  - dice Di Fiore  - sono le idee”, intendendo che la carenza di risorse diventa un alibi per non fare nulla, neanche ciò che si potrebbe con poco.  Qui inevitabile la mente ritorna ai fasti del passato ed al ricordo di Raffaele Capasso, che fu  Sindaco ed uomo d'altri tempi. In effetti di idee Capasso padre ne aveva e come.  A lui si deve lo slogan “adotta un albero”, che invitava il cittadino a prendersi cura del verde  pubblico, e l’istituzione della Rassegna Annuale del Verde, evento che riuniva e coinvolgeva gli studenti delle scuole ed i  sansebastianesi tutti, in nome dell’amore per il proprio territorio; un appuntamento che oggi si tiene ancora anche se  snaturato della sua originaria essenza.
La Fenice Gruppo scuola si propone così di diventare punto stabile sul territorio per una rinascita che dalle scuole si rifletta sul paese.  Molte le adesioni, chi non può partecipare attivamente lo fa donando una pianta o materiale didattico per gli studenti, inoltre, al gruppo di genitori attivi, si uniscono anche coloro che sono stanchi di vivere nel degrado dilagante.
Un momento di riscatto importante per il piccolo paese alla pendici del Vesuvio e per i sui abitanti, a maturare è la consapevolezza  che cambiare si può, basta volerlo insieme. 
Fonte foto: La Fenice Gruppo Scuola

sabato 29 settembre 2012

Incuria e degrado all'intero del Parco Urbano di Via Panoramica / il video

Sul finire di agosto ci siamo recati nel Parco Urbano di San Sebastiano al Vesuvio, sito in Via Panoramica Fellapane, curiosi di capire se, dopo un nostro sopralluogo nel mese di maggio e dopo le segnalazioni inviateci dai lettori nei mesi scorsi (vedi qui e qui), la situazione fosse migliorata. Per scoprirlo, non dovete fare altro che vedere il video che abbiamo caricato qui in basso. Vi anticipiamo solo che il breve filmato documenta lo stato in cui versano i terrazzamenti del Parco Urbano, quelli (in teoria) interdetti al pubblico, ma di fatto accessibili sempre e comunque.

sabato 8 settembre 2012

L'email di un nostro lettore

Pubblichiamo l'email di un nostro lettore e la foto ad essa allegata. Si evidenzia uno strano "deposito"di rifiuti accessibile dalla finestra del piano superiore del comune di San Sebastiano al Vesuvio. 

Cari Ragazzi,
chi vi scrive è un appassionato lettore del blog. 
La scorsa settimana mi sono recato al comune di San Sebastiano al Vesuvio per delle commesse. 
Affacciandomi alla finestra sita prima dell'ingresso all'ufficio tecnico, notavo il copioso ammasso di rifiuti che vi riporto in foto.
Poi non vengano, proprio loro amministratori, ad ammonire i cittadini che non fanno la differenziata e gli sprovveduti che lasciano i sacchetti per strada. 
Del metodo adottato al comune vogliamo parlarne? Buttare i rifiuti dalla finestra è lecito? L'esempio mostrato è da seguire?
Tutto sommato, pensandoci bene, il solaio del piano inferiore diventa un'ottima piazzetta di raccolta. 
Si potrebbe provare a centrarlo anche dal basso
(passatemi l'ironia).

Un abbraccio

giovedì 30 agosto 2012

Rifiuti e degrado in Piazza della Concordia

La foto in alto, scattata un paio di giorni fa in Piazza della Concordia, a pochi passi dall'edificio comunale, testimonia lo stato pietoso in cui versano anche le aree centrali del paese. Un cumulo di rifiuti, tra cui erbacce tagliate e mai raccolte, cartoni, lattine e cartacce varie, giace da tempo (all'incirca un mese) nel bel mezzo della Piazza, proprio dove c'è la grande aiuola. Nessuno, giardinieri o spazzini, si è preso la briga, fin'ora, di rimuoverlo da lì. Se osservate con attenzione la foto, noterete emergere da quel che resta del prato altri rifiuti, lattine in primis, ed un bidoncino verde per la raccolta della frazione organica evidentemente rotto. 
Dal centro alla periferia la situazione non cambia, c'è un totale stato di abbandono e degrado, che va avanti, ormai, da più di un mese a questa parte. A tal proposito, vi segnaliamo un articolo apparso alcuni giorni fa sul quotidiano online Il Mediano, dal titolo "San Sebastiano al Vesuvio: la città abbandonata", che v'invitiamo a leggere per avere un quadro completo della situazione attuale in cui versa il paese. 

mercoledì 29 agosto 2012

Padroni ZOZZONI, l'inciviltà regna sovrana!


Ma in che RAZZA di paese viviamo? Ormai sembra che non si possa fare a meno di inciviltà e sporcizia. Non parliamo solo di quella cui ci costringono i nostri amministratori comunali. Quella è nota a tutti, ma non deve costituire un esempio, né impulso ad ulteriore abbandono. Parliamo di quella cui si condannano gli stessi cittadini, ovviamente con la tacita complicità delle istituzioni. 
Ci sono strade di San Sebastiano invase da escrementi canini; percorrerle è ormai impossibile se non procedendo a zig-zag. 
A poco, forse a nulla, è servito “Luisito” (in foto). Molti probabilmente non hanno neppure capito cosa sia quel bidoncino verde rettangolare. Per alcuni è solo un contenitore di rifiuti, per alti punto di accumulo di sacchetti, da mirare rigorosamente dall’auto in corsa. Insomma ne parlammo già a suo tempo (leggi post), a nostro avviso l’installazione dei bidoncini andava accompagnata da un’opera di sensibilizzazione ed informazione che, come al solito, non c’è stata.
Nessuno o quasi porta a spasso i propri cani impugnando la famosa bustina o paletta che dir si voglia. Non lo raccontiamo noi, non è certo un luogo comune, è realtà, pura e semplice. Basta passeggiare nelle ore serali per notare decine di cani a spasso con i rispettivi padroni. Il grosso si concentra per le vie periferiche di San Sebastiano: via Palmieri, via Panoramica, via Falconi, in primis. Ebbene, su un campione di dieci cittadini, appena uno aveva con se la famosa bustina, una donna per la precisione. Sembra che il triste primato di PADRONI ZOZZONI spetti, in particolare, al sesso maschile.

Un discorso a parte merita via Giuseppe Garibaldi. In foto è ripreso il punto in cui si incrocia con la via Filippo Turati. Qui la situazione, complice incolpevole allo stesso tempo, la presenza di una clinica veterinaria, è particolarmente grave. Le deiezioni canine sui marciapiedi sono a centinaia, per non parlare della puzza di urina, le cui esalazioni sono peggiorate dal gran caldo. Tutti coloro che si recano in clinica, ma non solo, ovviamente ne approfittano per liberare i loro cani dal peso degli escrementi che intanto si accumulano sui marciapiedi rendendoli impraticabili ed innescando un serio problema sanitario.
I residenti protestano, spesso accusando chi in fondo non ha la responsabilità dell’inciviltà e del malcostume altrui.  Ma in tutto questo i vigili urbani cosa fanno? Latitano per non inimicarsi il conoscente di turno?  Perché non controllano che i cittadini rispettino la semplice regola, che dovrebbe diventare un’automatica abitudine, di raccogliere le deiezioni dei propri cani? Perché non agiscono con multe salate nei confronti di chi non porta, o pur portandola non usa, la paletta?
Intanto lungo la via Garibaldi c’è anche l’abitazione del nostro Primo Cittadino. A questo punto gli auguriamo di calpestare gli escrementi rientrando a casa, un ottimo modo per "saggiare" il  problema.  Del resto un augurio tutt’altro che cattivo, infatti,  calpestarli,  si dice, magra consolazione, sia auspicio di buona fortuna.     

mercoledì 6 giugno 2012

Il Parco Urbano di Via Panoramica raccontato con gli occhi di un nostro lettore

Cari,
ieri trovandomi a passare a via Panoramica, mi è sorta la voglia di documentare attraverso un video (vedi allegato) il degrado più totale che avvolge la villa comunale. Erano circa le 19:30 quando ho deciso di esplorare e documentare quello che i miei occhi vedevano...e non era certo un bello spettacolo. Ho potuto filmare, grazie all'aiuto del mio smartphone gran parte della villa "chiusa" al pubblico. A voi la visione...
Saluti
Fabio B.
Il video del nostro lettore documenta lo stato attuale del Parco urbano (villa comunale) di Via Panoramica Fellapane o meglio la parte alta non accessibile al pubblico. Nel giro di poche settimane è la seconda segnalazione, che giunge al nostro indirizzo di posta elettronica (la precedente è del 14 maggio). I cittadini, insomma,  non solo vedono, ma documentano con foto e video le condizioni, a dir poco, disastrose in cui versa una vasta area del parco. Va precisato che solo semplici transenne, visibili negli ultimi secondi del filmato, separano la zona aperta da quella interdetta. Perfino un bambino riuscirebbe a spostarle con estrema facilità. Prima di lasciarvi alla visione del video, vi ricordiamo che la scorsa settimana è partita, dalle pagine del blog, l'iniziativa "Parco urbano, il nostro luogo del cuore". E' un'opportunità unica, che va sostenuta da tutti!

mercoledì 16 maggio 2012

Parco Urbano riaperto ma impraticabile


Il Parco urbano di via Panoramica è stato da qualche giorno riaperto al pubblico. Ad essere spalancato il cancello principale che, oltre a consentire l’accesso dei pedoni, permette anche l’ingresso delle auto.
Nel pomeriggio dello scorso venerdì ci siamo recati al suo interno per una passeggiata. Gli evidenti cumuli di erbacce poste a seccare al suo ingresso, accolgono il visitatore solo in parte pre-annunciando l’abbandono sempre più evidente di li a poco. Le condizioni migliori sono quelle delle parte bassa, migliori per modo di dire. Sono evidenti mancanze dal punto di vista della sicurezza: le cabine elettriche sono state completamente vandalizzate e giacciono aperte con i fili scoperti,  alcuni interruttori abbandonati su un muretto. La stessa sorte è toccata alle lampade poste lungo i vialetti, completamente rimosse, quando non distrutte. Tutto questo mentre a pochi metri di distanza un gruppo di bambini è intento a giocare con un pallone ed alcune mamme seguono attente i loro figlioletti destreggiarsi con la  piccola bicicletta.
La visita della parte alta del Parco Urbano  è impedita, sulla sinistra dell’ingresso principale,  da una rete, per giunta ancorata malissimo. In verità, appare abbastanza inutile essendo l’unico punto di accesso “impedito”. Chiunque volesse infatti inoltrarsi tra i terrazzamenti superiori, può  raggiungerli dai vialetti,  accessibili dalla parte inferiore. E’ quello che facciamo anche noi. Appare sempre più evidente, procedendo lungo i gradini che portano al primo terrazzamento,  che il Parco è stato restituito ai cittadini senza la minima cura della loro sicurezza e della sua pulizia.  Le erbacce, ormai incontrollate sono ovunque e cingono le aree gioco presenti. Nonostante ciò, alcuni genitori, scavandosi un varco fra la vegetazione, dondolano i loro bimbi sulle altalene. La salita dei gradini è interrotta da un pino marittimo, caduto su un muretto e lì lasciato abbandonato.  Il primo terrazzamento, un tempo dimora di una bellissima fontana, si presenta ai nostri occhi in rovina. Un muretto in tufo, caduto lo scorso anno, è ancora lì nelle medesime condizioni. Al pino crollato si aggiungono le palme, probabilmente infestate dal punteruolo rosso, ormai piegate su se stesse in attesa di essere rimosse; le panchine sono completamente invase dalla vegetazione che le rende impraticabili.
Passando sotto lo spazio lasciato dal pino ci portiamo al secondo terrazzamento. Le condizioni sono le medesime, erbacce ed incuria ovunque. Il Parco Urbano qui appare una vera e propria foresta, e non mancano le sorprese. Continuando a passeggiare ci lasciamo alle spalle uno strano rumore che di scatto ci fa voltare. Si tratta di un serpente, probabilmente una biscia, della lunghezza di circa 50cm, che rapidamente si disperde fra la vegetazione.
Portandoci all’esterno controlliamo che la porta d’ingresso sia stata aperta e non forzata. Ci sembra strano, infatti, che il parco sia stato reso fruibile al pubblico nelle condizioni in cui si presenta. Notiamo sul lato destro la cabina con il contatore elettrico. L’interruttore  è impostato su “OFF”, ma la cabina è aperta, manca completamente il lucchetto, ed accessibile alla mano di chiunque, che potrebbe provare a mettere in tensione l’impianto.  Chiuderla è un atto necessario.
Constatiamo inoltre che il cancello è lasciato aperto anche nelle ore notturne, dunque l’intera giornata, senza che nessuno si prenda cura di chiuderlo. Non che quando sia chiuso cambi qualcosa. Nessun lucchetto garantisce, infatti, la sua chiusura, assicurata appena da uno stecchino in legno ed un fil di ferro. 
Non volendo assolutamente essere distruttivi, riteniamo che la parte bassa sia completamente fruibile solo a seguito di interventi mirati al ripristino delle condizioni di sicurezza. Le cabine elettriche, aperte e vandalizzate, vanno richiuse necessariamente ed i fili scoperti protetti.
Per la parte alta il discorso cambia, rendendosi necessari interventi di bonifica, pulizia e ripristino dei muretti in tufo, che richiedono tempo, ed una certa disponibilità economica.
Si potrebbe circoscrivere, per ora, l’area in modo che la parte superiore resti davvero chiusa in attesa degli interventi necessari, nel frattempo le aree gioco dovrebbero trovare nuova collocazione in quella inferiore.
Per la realizzazione di tali interventi un aiuto fattivo potrebbe venire dai giovani del locale forum. Lasciati a sé, da un’amministrazione miope, hanno da tempo in cantiere la  realizzazione di un “progetto ambiente” mirato alla sensibilizzazione dei cittadini  per la tutela ed il rispetto ambientale.  Cominciare dal Parco Urbano, tanto tormentato ed amato, potrebbe essere il gusto modo di procedere.