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giovedì 20 marzo 2014

22 e 23 Marzo, Giornate FAI di Primavera

Questo fine settimana avrà luogo la ventiduesima edizione delle "Giornate FAI di Primavera", la grande festa popolare che, dalla sua prima edizione ad oggi, ha coinvolto oltre 7.000.000 d'italiani. Palazzi, chiese, castelli, parchi, 750 meravigliosi tesori in tutta Italia, spesso chiusi al pubblico, saranno aperti in via eccezionale. Le visite, a contributo libero, saranno a curate dai volontari del FAI - Fondo Ambiente Italiano, che da sempre s'impegnano con passione per l'ottima riuscita dell'evento.  
Sfogliando il lungo elenco di luoghi visitabili in Campania (apri link), segnaliamo ben tre siti nella vicina Pollena Trocchia. Per chi ama gli edifici antichi, sarà possibile prendere parte alle visite guidate del Castello di Santa Caterina e di Villa Cappelli, organizzate dai volontari della Pro Loco per chi, invece, preferisce i siti naturalistici consigliamo la passeggiata - organizzata dalla Pro Loco e dall'Associazione Liberi Pensieri - sui conetti vulcanici, siti in nell'area del Carcavone.
Insomma, sarà un grande week-end di arte e bellezza, dedicato a tutti coloro che hanno a cuore il patrimonio culturale e ambientale italiano.

mercoledì 26 dicembre 2012

Il Presepe Vivente di Pollena Trocchia


Venerdì 28 e sabato 29 dicembre, dalle ore 19:30 alle ore 22:00, andrà in scena, nel borgo antico di Pollena Trocchia, il tradizionale Presepe Vivente. Ad organizzare l’evento, ormai giunto alla quarta edizione, l’associazione locale Liberi Pensieri.
Oltre cento i figuranti coinvolti nell’iniziativa che animeranno, indossando abiti dell’antica Palestina, i vicoli ed i palazzi storici del borgo vesuviano. Attori improvvisati ed entusiasti saranno proprio gli abitanti del centro storico che ospiteranno materialmente il presepe nelle loro case e nei loro cortili.
Grande il successo di pubblico delle precedenti edizioni con migliaia di visitatori registrati ed il riconoscimento da parte dei tour operator locali.
Un appuntamento da non mancare per vivere la storia di Pollena Trocchia ed un intenso momento di fede e cultura. 

lunedì 18 giugno 2012

I Conetti Vulcanici di Pollena


Che il territorio vesuviano riservi sorprese, nel bene e nel male, è cosa risaputa. Accade così, che una calda domenica di giugno offra l’occasione per scoprire un sito del tutto sconosciuto ai più. Per raggiungerlo è sufficiente percorrere pochi km di strada dal centro urbano di uno dei paesi alle pendici del Somma-Vesuvio. Il visitatore intraprenderà qui un "viaggio" tale da proiettarlo indietro nel tempo di ben 17.000 anni. 
Il paese in questione è Pollena Trocchia, ed il sito quello che, negli anni ottanta, fu sede di una cava estrattiva. Parliamo della zona di territorio denominata  “Carcavone”, una parte del  Monte Somma dal passato di certo poco felice. La zona fu infatti  deturpata prima, per un ventennio, dall’attività estrattiva della cava e poi offesa dagli sversamenti illegali di rifiuti. Lo scempio ambientale e idrogeologico che ne è derivato è facilmente immaginabile. 
A ribellarsi all’ennesima discarica abusiva un gruppo di cittadini pollenesi.  Nel 1997 nasceva infatti l'associazione “Liberi Pensieri”, il cui scopo prioritario fu proprio quello del recupero e della riqualifica dell’area.
Come spesso accade, la sorte ci ha messo lo zampino. Questo per dire che è stato proprio l’operato deprecabile della cava a mettere in luce la presenza di piccole strutture vulcaniche, formatesi sul fianco del Somma, prima della potente eruzione pliniana di 17.000 anni fa. Tali strutture vulcaniche sono oggi note, nella letteratura vulcanologica mondiale, come "Conetti di Pollena".
Ad accompagnarci nell’escursione, patrocinata dal movimento dei “Cittadini per il Parco”, i membri dell’associazione Liberi Pensieri. Si parte dall’area che, un tempo sede di svernamenti illegati di rifiuti, dopo un'opera di bonifica e riqualificazione, che tra l’altro ha portato alla piantumazione di nuove essenze arboree, appare oggi come una piacevole zona di sosta. Ad accoglierci un gazebo con albicocche fresche ed acqua.
Il percorso è molto breve, non supera in tutto i 2km. L'importanza scientifica dell'area appare subito evidente. La spiegazione delle formazioni vulcaniche rinvenute, curata dal geologo Santolo Mariano Di Sarno - membro dell’associazione Liberi Pensieri - comincia con la narrazione della storia del Somma. Si tratta di un vulcano antichissimo, padre dell’attuale Vesuvio, la cui storia eruttiva ha subito nel corso degli anni notevoli trasformazioni, con un’alternanza di attività effusive ed esplosive. Come risultato delle prime, la formazione di alcune bocche laterali chiamate anche conetti avventizi. Quelli di Pollena hanno, appunto, un’età di circa 17.000 anni. Si tratta di formazioni dalla vita relativamente breve: nel giro di poche ore nascono e crescono, prima che il centro eruttivo si sposti. Dal diametro di circa 25 metri, con un’altezza che non supera i 15-20 metri tali conetti, in tutto ne sono tre, racchiudono un bagaglio di informazioni sulla storia eruttiva del Somma-Vesuvio: guardando le pareti del condotto vulcanico è possibile ricostruire la stratigrafia corrispondente ai diversi momenti eruttivi. Il Somma-Vesuvio è infatti un vulcano cosìdetto “strato” che alterna momenti di alta esplosività con l’emissione di lapilli, pomici, brecce laviche a momenti di tranquille effusioni magmatiche. Dal punto di visto geologico si tratta quindi di un sito dalla grande importanza, la cui scoperta ha consentito di rivedere le varie teorie circa la chimica del magma prodotto. Prima del rinvenimento di tali conetti non si pensava infatti, che ci fossero emissioni laterali al condotto vulcanico principale.
Visibili nel sito anche le antiche briglie borboniche costruite per la regimentazione delle acque. Tali briglie, insieme alle vasche di raccolta, consentivano la riduzione della velocità dell’acqua e la sua decantazione, fino all’immissione in mare.
La zona in cui ricadono i conetti appartiene oggi alla Provincia. Purtroppo lo scarso controllo non la rende immune da fenomeni di vandalismo; di recente è stato tranciato il cartello descrittivo del secondo conetto e danneggiata la palizzata in legno costruita per proteggere i visitatori. Non solo, arrivati nuovamente al punto di partenza dell’escursione,  veniamo informati dell’avvistamento, lungo la parete superiore, di un camioncino lì presente con il chiaro intento di scaricare rifiuti.
Emerge la necessità di una maggiore sinergia dei cittadini tutti, con le istituzioni presenti sul territorio e con l’Ente Parco, al fine di tutelare e promuovere queste bellissime aree realizzando nuove opportunità di sviluppo e, perché no, di lavoro per le future generazioni.
Qui sono disponibili alcuni scatti fotografici realizzati durante l'escursione.