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domenica 12 gennaio 2014

Mercatino e parcheggiatori abusivi, un connubio inscindibile

San Sebastiano al Vesuvio-  Dopo il post dello scorso settembre (leggi qui), dedicato all'attività dei parcheggiatori abusivi svolta in Via Marino Falconi, a due passi dalla caserma dell'Arma, oggi ci occupiamo dei tanti che operano all'esterno dell'area destinata al mercatino, che si svolge ogni mercoledì mattina.
Le zone coperte dagli abusi sono: Via Libertà fino all'incrocio con Viale della Pace, in pratica tutte le aree riservata alla sosta delle automobili sono sotto il controllo di 4/5 parcheggiatori, il secondo tratto di Viale degli Ulivi ed il primo tratto di Via Bruno Buozzi. A tutto ciò, poi, aggiungasi una vasta area in terra battuta, sita quasi di fronte all'ingresso del mercato, trasformata per l'occasione in un grande parcheggio, anche in questo caso abusivo. Infatti, all'atto del pagamento, non viene rilasciata alcuna ricevuta fiscale.
Insomma, sottrarsi al pagamento è praticamente impossibile, a meno che non decidiate di parcheggiare la vostra auto distante dall'area mercatale. La piaga dei parcheggiatori abusivi, purtroppo, si è diffusa a macchia d'olio nella cittadina vesuviana, grazie soprattutto alla totale assenza di controllo da parte delle Autorità preposte, polizia municipale in primis

martedì 10 settembre 2013

Degrado intorno all'ufficio postale di San Sebastiano

Nei giorni scorsi ci siamo recati all'ufficio postale di San Sebastiano al Vesuvio, ubicato in Viale degli Ulivi, per pagare un bollettino postale. In attesa del nostro turno, e visto che l'interno della struttura era saturo di persone, ci siamo spostati nei giardinetti adiacenti la struttura, in cerca della frescura, che solo gli alberi sanno regalarci. Ed è stato lì che abbiamo constatato l'assurdo degrado che circonda l'ufficio postale del paese.
Uno dei due cancelli automatici, il primo per chi proviene da Via Matteotti, è completamente ostruito dalle erbacce e dagli aghi di pino, ma il peggio deve ancora venire! Basta fare qualche passo per ritrovarsi in una sorta di giungla (vedi foto in alto), dove la vegetazione spontanea, alta anche un metro o più, la fa da padrona e rende quasi impossibile l'accesso. Cumuli secchi di foglie secche sono ovunque. In un'aiuola, dove cresce rigoglioso un bellissimo tiglio, c'è una pesante grata in ferro, spostata dal suo alloggio, che lascia aperto un buco dalle dimensioni piuttosto generose. Inutile dire che un bambino potrebbe caderci dentro, rischiando di farsi molto male. A pochi passi c'è un contatore elettrico, non protetto e alla mercé di chiunque, che rappresenta un pericolo non trascurabile per gli utenti.
Spostandoci sul vialetto pedonale non si può fare a meno, poi, di notare l'erba dei giardinetti completamente arsa dal sole e i rifiuti sparsi in ogni dove. E'uno spettacolo indecente che abbiamo documentato con diversi scatti fotografici, montati successivamente in un breve filmato che potete visualizzare in basso.

venerdì 28 giugno 2013

Viale degli Ulivi, marciapiedi ai limiti della praticabilità

Questa mattina abbiamo realizzato un video, visibile in basso, per documentare lo stato dei marciapiedi di Viale degli Ulivi, nel tratto compreso tra Via Matteotti e Viale dei Platani. Come si evince dal breve filmato, le condizioni degli stessi sono, a dir poco, penose. Le radici dei pini hanno sollevato, in più punti, la già precaria pavimentazione ed i cordoli in pietra lavica, rendendo alquanto pericoloso il transito dei pedoni sul marciapiede. La zona, vale la pena ricordarlo, è molto frequentata, in quanto a pochi passi è presente l'ufficio postale del paese, un bar (frequentato a tutte le ore del giorno) e diversi locali commerciali. Se nelle ore diurne si riesce a scansare il pericolo, al calare delle tenebre, grazie alla complicità dei vecchi impianti d'illuminazione pubblica, la situazione peggiora drasticamente. Adesso è giunto il momento del video. Buona visione!

domenica 28 ottobre 2012

Maltempo,tragedia sfiorata in Viale degli Ulivi

Il ciclone Cassandra, che sta colpendo l'Italia da nord a sud, ha provocato non pochi danni nel vesuviano. Tra la scorsa notte e le prime ore del mattino sono state numerose le chiamate ai vigili del fuoco a causa di allagamenti e alberi caduti. 
A San Sebastiano al Vesuvio, a parte i consueti allagamenti, si contano numerosi rami spezzati e alberi abbattuti dalla furia del vento, anche nella centralissima Via Plinio. Nelle strade costeggiate dai pini, sopratutto le periferiche, gli aghi e le pigne hanno ricoperto interamente il manto stradale, rendendo viscido l'asfalto e ostruendo le caditoie per l'afflusso dell'acqua piovana. In Viale degli Ulivi si è sfiorata la tragedia quando un pino di grosse dimensioni, a ridosso di una villetta, si è schiantato sulla cancellata esterna (vedi foto in alto), sfiorando di poco la privata abitazione. Purtroppo, le previsioni meteorologiche annunciano nelle prossime ore un ulteriore calo delle temperature e abbondanti piogge.

lunedì 27 febbraio 2012

Il futuro incerto della villa confiscata al clan Vollaro

Nelle ultime settimane, la villa di Viale degli Ulivi, appartenuta a Luigi Vollaro - storico boss dell’omonimo clan camorristico operante nella zona est del napoletano - è tornata al centro del dibattito politico locale. Nel Consiglio comunale dell’8 febbraio (vedi post), il Sindaco Giuseppe Capasso ha riferito di essersi attivato in Prefettura ed in Provincia, dove è capogruppo all’opposizione, per reperire i soldi (circa 2 milioni di euro) per la realizzazione della nuova caserma dei Carabinieri nella villa confiscata ai Vollaro. L’attuale stazione dell’Arma, com’è noto, è ubicata in un edificio privato di Via Falconi e da alcuni anni non vengono corrisposti al proprietario i canoni di locazione. Pertanto, se non sarà predisposta una nuova struttura pronta ad accoglierli, i Carabinieri rischiano di trovarsi per strada. Eppure, nel mese di luglio del 2009, il Consiglio comunale di San Sebastiano aveva approvato il dissequestro della villa del clan Vollaro per riqualificarla e allestirvi la nuova caserma.  Furono stanziati circa 1 milione di euro per la ristrutturazione e si attendeva solo il via libera del Ministero delle Infrastrutture. L’amministrazione aveva previsto l’avvio dei lavori nella primavera del 2010, ma ad oggi non c'è l'ombra di un cantiere (per approfondimenti, leggi post). A questo punto, vale la pena ripercorrere le tappe salienti della storia giudiziaria di questa villa.
L’iter giudiziario- Nell’ottobre 1984 il Tribunale di Napoli – 3° sezione penale (collegio per l’applicazione delle misure di prevenzione) dispone il sequestro del complesso immobiliare e, a distanza di due mesi, la successiva confisca. La decisione viene confermata il 17 gennaio del 1990 dalla Corte d’appello e ottiene il sigillo della Suprema Corte di Cassazione il 15 ottobre dello stesso anno, ma Luigi Vollaro non si rassegna e nel 2002 presenta un’istanza per rientrare in possesso della villa. La sezione per l’applicazione delle misure di prevenzione respinge la richiesta con un decreto depositato il 21 novembre 2003. La Corte d’appello il 1 luglio 2004 conferma il decreto del Tribunale, condannando Vollaro al pagamento delle spese, e il 1 febbraio 2005 la Suprema Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del boss, con nuova condanna alle spese. Dopo un iter giudiziario ventennale, il 3 dicembre 2004 i dirigenti del Demanio consegnano a Silvio Carpio, l’allora sindaco di San Sebastiano al Vesuvio, l'immobile, che rientra così nei beni indisponibili del Comune vesuviano.
La riconversione della villa- Dalla lettura del verbale di consegna emerge che la villa (30 stanze su 4 livelli) sarebbe stata utilizzata per finalità sociali e si ipotizzava una destinazione a centro di accoglienza diurno e notturno per anziani. La destinazione a caserma dei Carabinieri sarebbe, invece, maturata a seguito del "Patto per la sicurezza di Napoli e Provincia", siglato il 3 novembre 2006 presso la Prefettura di  Napoli. “Tra le iniziative da mettere in cantiere nell’ambito del Patto per la sicurezza – queste le parole di Giuseppe Capasso in un’intervista dell’epoca – c’è la richiesta avanzata dai vertici dei Carabinieri al Ministro Amato di avere un’immobile nell’area vesuviana, richiesta accolta destinando all’Arma la villa di Vollaro. Per i lavori di ristrutturazione servono 500mila euro che verranno coperti con fondi della Provincia”.
Gli anni si susseguono, così come le promesse, ma il futuro della villa è tutt’altro che certo. L'unica certezza, al momento, è il lento, ma inesorabile declino della struttura, più volte vandalizzata nel corso degli anni da ignoti. Quando sarà scritta la parola "fine" a questa lunga e tormentata vicenda?

mercoledì 29 luglio 2009

Nuova caserma dei carabinieri a San Sebastiano al Vesuvio

La settimana scorsa il consiglio comunale ha approvato il dissequestro della villa del clan Vollaro, sita in viale degli Ulivi al civico 47 di San Sebastiano al Vesuvio, per riqualificarla e allestirvi la nuova caserma dei carabinieri. Dopo anni di silenzio, la mozione capita a proposito date le problematiche inerenti all’attuale caserma di via Falconi. Sembrerebbe infatti che l’edificio non sia adatto alle attuali esigenze delle forze dell’ordine vesuviane e che il numero dei carabinieri in servizio superi di gran lunga le capacità dell’edificio. Potrebbe dunque essere scongiurata la chiusura per inagibilità della caserma semplicemente spostandola ad un nuovo indirizzo. La villa, sequestrata 25 anni fa e consegnata al comune di San Sebastiano al Vesuvio nel 2004 dal Demanio, è in stato di abbandono. Si presenta su quattro livelli con più di trenta stanze e un ampio giardino con un altare neopagano. Già stanziati circa 1 milione di euro per la ristrutturazione, si attende solo il via libera del Ministero delle Infrastrutture; l’amministrazione stima l’inizio dei lavori, salvo complicazioni, nella Primavera del 2010. Svelato un primo abbozzo della nuova Caserma che prevede anche gli alloggi per gli aventi diritto (Comandante e Vice Comandante inclusi). Le forze dell’ordine di stazza nell’edificio, andranno a coprire il territorio di Massa di Somma e San Sebastiano al Vesuvio. Non ci resto che attendere l'inizio dei lavori.