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venerdì 31 ottobre 2014

Il Sindaco di Massa di Somma apre ai Carabinieri

Massa di Somma- In vista della chiusura della caserma dei Carabinieri, sita in Via Falconi a San Sebastiano al Vesuvio, il Sindaco Antonio Zeno propone la sede del Municipio massese (nella foto in alto) per conservare il presidio dell'Arma sul territorio. L'argomento, di cui ci siamo occupati nei primi giorni del mese di settembre (leggi post), è stato il tema che ha tenuto banco all'ultimo Consiglio comunale straordinario, che si è tenuto il 20 Ottobre nella sala consiliare "Raffaele Capasso" del Comune di San Sebastiano. Mentre maggioranza e opposizione litigano, senza arrivare ad un punto d'accordo per scongiurare l'addio dei Carabinieri, il Sindaco di Massa di Somma ha avanzato una proposta concreta. 
I vertici dell'Arma, nei giorni scorsi scorsi, hanno già visitato l'edificio comunale massese, sito in Via Veseri. La struttura comunale messa a disposizione ha una superficie totale di circa 800 mq, disposti su due livelli, ed un’autorimessa di circa 200 mq. Il sopralluogo ha dato un esito più che positivo sia come sede sia come posizione logistica sul territorio vesuviano. La struttura attuale va chiaramente adeguata, ma l’immobile di Via Veseri ha tutte le carte in regola per divenire una stazione dell'Arma moderna ed efficiente ed, inoltre, si trova in una posizione dominante il territorio, tra Massa di Somma e San Sebastiano al Vesuvio.

lunedì 8 settembre 2014

I Carabinieri lasceranno San Sebastiano?

San Sebastiano al Vesuvio- Quest'autunno i Carabinieri potrebbero lasciare per sempre San Sebastiano. Stante la risoluzione del contratto di fitto dell'immobile di Via Falconi, sede dell'attuale caserma dell'Arma, i Carabinieri saranno costretti ad abbandonare la loro storica dimora, salvo una nuova definizione del prezzo del canone di locazione.
Eppure, parava ci fosse la volontà di tutte le forze politiche di garantire la presenza dei Carabinieri sul territorio comunale, cercando di sbloccare i fondi provinciali, già stanziati, per il recupero dell'ex villa Vollaro da convertire in nuova caserma. Della questione ci siamo occupati più volte sulle pagine del blog, in ultima istanza nel febbraio 2012 (leggi post). Ad oggi non se n'è fatto più nulla e la villa è ancora lì, abbandonata e inutilizzata, a testimoniare il fallimento delle Istituzioni locali. 
Il Consigliere Gennaro Manzo, capogruppo de "Il popolo di San Sebastiano - Manzo Sindaco", presenterà una proposta d'interrogazione al Consiglio comunale di giovedì 11 Settembre (leggi punti all'o.d.g.), relativamente alla questione del mantenimento della stazione dei Carabinieri a San Sebastiano al Vesuvio. Nello specifico, il capogruppo dell'opposizione chiederà di conoscere i provvedimenti assunti dall'Amministrazione per consentire il mantenimento sul territorio della locale stazione e se ci sia la volontà di affidare l'immobile di Piazza Municipio (ex casa comunale) - occupato attualmente dalla società "Arkanon", risultata morosa di oltre 100.000 euro per canoni ed utenze non pagati - ai Carabinieri in via temporanea o, in mancanza di tale provvedimento, se si possa integrare il canone locatizio del nuovo contratto di fitto, eventualmente da stipulare, e relativo all'immobile di Via Falconi, sede dell'attuale caserma. 
Sono tanti i nodi da sciogliere nel breve periodo, ma bisogna agire in fretta prima che i Carabinieri restino senza un "tetto" sulla testa.

domenica 1 dicembre 2013

Nuovo raid vandalico al "Di Giacomo"

San Sebastiano al Vesuvio- Ieri, sabato 30 novembre, si è registrato l'ennesimo raid vandalico all'interno del liceo scientifico "S. Di Giacomo". Ignoti sono penetrati nei locali dell'edificio scolastico di Via Falconi, versando una sostanza liquida, quasi certamente creolina. Il personale ATA ed il corpo docente in servizio ha lamentato fastidio alle prime vie respiratorie e bruciore agli occhi. I Carabinieri della locale stazione hanno visionato i filmati relativi alla notte precedente, nella speranza di risalire ai responsabili del gesto. 
Dall'inizio dell'anno scolastico 2013/14 non solo il liceo scientifico, ma anche gli altri plessi locali sono vittime di atti vandalici, il più grave dei quali ha interessato la scuola primaria "E. Toti" (per approfondimenti, leggi qui). Nel frattempo, a scopo precauzionale e per consentire  la necessaria areazione dei locali, lunedì 2 dicembre le attività didattiche inizieranno alle ore 10:15.

martedì 15 ottobre 2013

Raid vandalici al liceo scientifico Salvatore di Giacomo


A distanza di 12 giorni dal primo grave episodio, risalente allo scorso  2  ottobre, un altro atto vandalico colpisce il liceo scientifico "Salvatore di Giacomo" costringendo ad un stop delle lezioni.
A comunicarlo è il Dirigente Scolastico, dott.ssa  Giuseppina Principe: ... sono costretta, per garantire la sicurezza degli allievi, a dover sospendere per domani, 15 ottobre 2013, l’attività didattica in ragione dei dovuti controlli da parte delle autorità competenti, conseguenti all’allagamento indotto che ha provocato gravi infiltrazioni d’acqua nell’ edificio e nei relativi impianti.
Nel condannare con forza i comportamenti di chi attenta gravemente al diritto allo studio, sancito dalla Costituzione, chiedo ancora una volta a tutta la Comunità, la massima vigilanza ed una particolare collaborazione al fine di isolare con atteggiamenti di ferma riprovazione, chiunque non si renda conto della gravità dei reati perpetuati da chi quotidianamente si rende artefice e complice di simili scelleratezze."
Un'azione ben programmata: i vandali hanno agito entrando dalla porta d'emergenza dell'ultimo piano raggiunta attraverso la scala di evacuazione. Hanno poi utilizzato le manichette dell'impianto antincendio, srotolate opportunamente, per allagare l'intera struttura. Difficile pensare ad un gruppo esterno al liceo, molto più facile credere che siano stati i "soliti scansafatiche" che, probabilmente per evitare l'interrogazione o il compito in classe, hanno ben pensato di interrompere le lezioni, negando a tutti il diritto allo studio. Non si parli di "bravate". Si tratta di veri e propri atti criminali, con l'aggravante della ripetitività. Atti che non meritano solo indignazione e sdegno, ma vanno necessariamente puniti. A tal fine sono a lavoro gli uomini della locale caserma dei Carabinieri che stanno esaminando i filmati catturati dalle telecamere in zona per individuare i responsabili. 

Fonte foto: internet

lunedì 27 febbraio 2012

Il futuro incerto della villa confiscata al clan Vollaro

Nelle ultime settimane, la villa di Viale degli Ulivi, appartenuta a Luigi Vollaro - storico boss dell’omonimo clan camorristico operante nella zona est del napoletano - è tornata al centro del dibattito politico locale. Nel Consiglio comunale dell’8 febbraio (vedi post), il Sindaco Giuseppe Capasso ha riferito di essersi attivato in Prefettura ed in Provincia, dove è capogruppo all’opposizione, per reperire i soldi (circa 2 milioni di euro) per la realizzazione della nuova caserma dei Carabinieri nella villa confiscata ai Vollaro. L’attuale stazione dell’Arma, com’è noto, è ubicata in un edificio privato di Via Falconi e da alcuni anni non vengono corrisposti al proprietario i canoni di locazione. Pertanto, se non sarà predisposta una nuova struttura pronta ad accoglierli, i Carabinieri rischiano di trovarsi per strada. Eppure, nel mese di luglio del 2009, il Consiglio comunale di San Sebastiano aveva approvato il dissequestro della villa del clan Vollaro per riqualificarla e allestirvi la nuova caserma.  Furono stanziati circa 1 milione di euro per la ristrutturazione e si attendeva solo il via libera del Ministero delle Infrastrutture. L’amministrazione aveva previsto l’avvio dei lavori nella primavera del 2010, ma ad oggi non c'è l'ombra di un cantiere (per approfondimenti, leggi post). A questo punto, vale la pena ripercorrere le tappe salienti della storia giudiziaria di questa villa.
L’iter giudiziario- Nell’ottobre 1984 il Tribunale di Napoli – 3° sezione penale (collegio per l’applicazione delle misure di prevenzione) dispone il sequestro del complesso immobiliare e, a distanza di due mesi, la successiva confisca. La decisione viene confermata il 17 gennaio del 1990 dalla Corte d’appello e ottiene il sigillo della Suprema Corte di Cassazione il 15 ottobre dello stesso anno, ma Luigi Vollaro non si rassegna e nel 2002 presenta un’istanza per rientrare in possesso della villa. La sezione per l’applicazione delle misure di prevenzione respinge la richiesta con un decreto depositato il 21 novembre 2003. La Corte d’appello il 1 luglio 2004 conferma il decreto del Tribunale, condannando Vollaro al pagamento delle spese, e il 1 febbraio 2005 la Suprema Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del boss, con nuova condanna alle spese. Dopo un iter giudiziario ventennale, il 3 dicembre 2004 i dirigenti del Demanio consegnano a Silvio Carpio, l’allora sindaco di San Sebastiano al Vesuvio, l'immobile, che rientra così nei beni indisponibili del Comune vesuviano.
La riconversione della villa- Dalla lettura del verbale di consegna emerge che la villa (30 stanze su 4 livelli) sarebbe stata utilizzata per finalità sociali e si ipotizzava una destinazione a centro di accoglienza diurno e notturno per anziani. La destinazione a caserma dei Carabinieri sarebbe, invece, maturata a seguito del "Patto per la sicurezza di Napoli e Provincia", siglato il 3 novembre 2006 presso la Prefettura di  Napoli. “Tra le iniziative da mettere in cantiere nell’ambito del Patto per la sicurezza – queste le parole di Giuseppe Capasso in un’intervista dell’epoca – c’è la richiesta avanzata dai vertici dei Carabinieri al Ministro Amato di avere un’immobile nell’area vesuviana, richiesta accolta destinando all’Arma la villa di Vollaro. Per i lavori di ristrutturazione servono 500mila euro che verranno coperti con fondi della Provincia”.
Gli anni si susseguono, così come le promesse, ma il futuro della villa è tutt’altro che certo. L'unica certezza, al momento, è il lento, ma inesorabile declino della struttura, più volte vandalizzata nel corso degli anni da ignoti. Quando sarà scritta la parola "fine" a questa lunga e tormentata vicenda?

domenica 26 febbraio 2012

L'Amministazione Comunale ringrazia le Forze dell'Ordine


Riportiamo di seguito il testo di un manifesto (foto il alto) apparso, in questi giorni, per le strade di San Sebastiano al Vesuvio. Con tale comunicato l’Amministrazione Comunale ringrazia le Forze dell’Ordine per l’impegno profuso sul territorio. Allo stesso tempo si appella ai cittadini invitandoli ad una maggiore collaborazione ed alla denuncia di ogni forma di reato. 

L’Amministrazione Comunale esprime la più viva gratitudine alla Magistratura ed alle Forze dell’Ordine per aver assicurato alla giustizia i responsabili delle intrusioni nelle abitazioni e dei furti d’auto che avevano determinato lo scorso anno una diffusa insicurezza nella popolazione. 

La paziente ed efficace attività d’indagine ha consentito di risalire ai responsabili degli eventi delittuosi, con innegabili effetti positivi sulla capacità di reazione del nostro Comune agli assalti subiti. 

In tal senso si esorta la popolazione a collaborare attivamente con le Forze dell’Ordine, denunciando ogni forma di reato, nella convinzione che il contributo dei cittadini è determinante per garantire adeguate condizioni di sicurezza sul territorio.
Il Sindaco
Giuseppe Capasso

Un appello che giunge in un periodo difficile, in cui si discute sul futuro della Caserma dei Carabinieri. A seguito della morosità del Ministero dell'Interno, nei confronti dell'attuale proprietario, sembra imminente lo sgombro dei locali di via Falconi. Ciò priverebbe San Sebastiano al Vesuvio di un importante presidio democratico e di controllo del territorio. 

venerdì 10 febbraio 2012

Il Consiglio Comunale dell'8 Febbraio

San Sebastiano al Vesuvio - aula consiliare Raffaele Capasso, ore 16:00. Cominciano i lavori di quello che si preannuncia un consiglio comunale lungo e difficile. I punti all’ordine del giorno sono molti, forse troppi, e tutti degni della medesima attenzione. 
Si comincia con uno dei temi più caldi e cari all’opposizione guidata da Manzo: la Piscina Comunale. La proposta della maggioranza, che avanza la necessità di rimettere sul mercato l’immobile, raccogliendo l’interesse di altri possibili gestori o acquirenti, non trova terreno fertile nelle parole di  Manzo e di Di Bernardini. Il primo contesta i tempi di intervento troppo lunghi  (sembra si siano attesi ben 4 anni prima di attivarsi contro la morosità dell'attuale gestore) e le modalità di una nuova eventuale gestione o cessione, il secondo rimarca la necessità che l'immobile resti pubblico.
La discussione successiva riguarda il Parco Urbano e l'affidamento in gestione della sua manutenzione integrata. L’intenzione è quella di costruire al suo interno un Dehors (gazebo chiuso di pubblico utilizzo) collegato alla struttura muraria del fabbricato già presente. L'opera sarà affidata in gestione a privati, con un contratto della durata di nove anni, per la realizzazione di un bar-ristorante. Parte del fitto di gestione sarà impegnato dal comune per la manutenzione del Parco e la rimanente incassata. In ogni caso il Parco continuerà ad essere fruibile gratuitamente al pubblico e ad ospitare eventi. Al gestore, selezionato per mezzo di un bando pubblico, spetterebbe anche l'onere della sua vigilanza e dell'apertura/chiusura.
La discussione sul regolamento per l’uso del patrimonio Comunale infiamma nuovamente gli animi. Manzo comincia la sua requisitoria elencando le mancanze di coloro che attualmente gestiscono i beni pubblici, molti senza regolare contratto. L’elenco è lungo, e la sua lettura più volte interrotta dal Presidente del Consiglio Comunale, Biagio Pizzo, che ritiene non sia attinente al punto in discussione all’ordine del giorno.
Riguardo l’asilo comunale "Ciuffettino" vengono smentite le voci che lo vedrebbero destinato all'imminente chiusura. L’indirizzo è quello di affidarne la gestione a privati, selezionati con un apposito bando, ricollocando altrove, probabilmente a supporto degli uffici comunali, il personale attualmente in forza presso la struttura. 
Altra questione calda è quella dello "sfratto", per morosità, della locale caserma dei Carabinieri. La volontà di tutte le forze politiche è quella di garantirne la presenza sul territorio cercando al più presto di sbloccare i fondi provinciali, già stanziati, per il recupero della ex villa Vollaro. La villa, confiscata alla camorra, attende da anni di essere recuperata e destinata a nuova caserma. A riguardo prende la parola il sindaco Capasso che ripercorre, in modo chiaro ed esaustivo, le vicende storiche e quelle più recenti relative a questa delicata questione.
Gli ultimi due punti all’ordine del giorno suscitano nuovamente l'ira di Manzo che protesta sui tempi e sulla modalità delle interrogazioni da lui presentate, probabilmente a causa di un’errata interpretazione delle procedure previste dal regolamento.
Non mancano le frecciatine di Manzo nei confronti dell’ex assessore Panico, costretto, per volere del sindaco, mosso dalla necessita della presenza in giunta della quota rosa, a cedere la sua poltrona di assessore a Nunzia Riccardi. Panico, appellandosi all’elevato consenso popolare avuto durante le elezioni, ritiene di dover portare fino in fondo il suo impegno di rappresentante dei cittadini, anche se nelle vesti di consigliere, rispettando, ma probabilmente non condividendo, quanto accaduto.
Un consiglio comunale davvero interessante e molto partecipato. Al di là delle intemperanze mostrate dall’una e dall’altra parte, questa volta ha prevalso la necessità di discutere di soluzioni concrete, che vadano nella direzione dell’interesse collettivo, e che necessariamente richiedono una maggiore sinergia e collaborazione tra le forze in campo.

mercoledì 29 luglio 2009

Nuova caserma dei carabinieri a San Sebastiano al Vesuvio

La settimana scorsa il consiglio comunale ha approvato il dissequestro della villa del clan Vollaro, sita in viale degli Ulivi al civico 47 di San Sebastiano al Vesuvio, per riqualificarla e allestirvi la nuova caserma dei carabinieri. Dopo anni di silenzio, la mozione capita a proposito date le problematiche inerenti all’attuale caserma di via Falconi. Sembrerebbe infatti che l’edificio non sia adatto alle attuali esigenze delle forze dell’ordine vesuviane e che il numero dei carabinieri in servizio superi di gran lunga le capacità dell’edificio. Potrebbe dunque essere scongiurata la chiusura per inagibilità della caserma semplicemente spostandola ad un nuovo indirizzo. La villa, sequestrata 25 anni fa e consegnata al comune di San Sebastiano al Vesuvio nel 2004 dal Demanio, è in stato di abbandono. Si presenta su quattro livelli con più di trenta stanze e un ampio giardino con un altare neopagano. Già stanziati circa 1 milione di euro per la ristrutturazione, si attende solo il via libera del Ministero delle Infrastrutture; l’amministrazione stima l’inizio dei lavori, salvo complicazioni, nella Primavera del 2010. Svelato un primo abbozzo della nuova Caserma che prevede anche gli alloggi per gli aventi diritto (Comandante e Vice Comandante inclusi). Le forze dell’ordine di stazza nell’edificio, andranno a coprire il territorio di Massa di Somma e San Sebastiano al Vesuvio. Non ci resto che attendere l'inizio dei lavori.