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lunedì 8 settembre 2014

I Carabinieri lasceranno San Sebastiano?

San Sebastiano al Vesuvio- Quest'autunno i Carabinieri potrebbero lasciare per sempre San Sebastiano. Stante la risoluzione del contratto di fitto dell'immobile di Via Falconi, sede dell'attuale caserma dell'Arma, i Carabinieri saranno costretti ad abbandonare la loro storica dimora, salvo una nuova definizione del prezzo del canone di locazione.
Eppure, parava ci fosse la volontà di tutte le forze politiche di garantire la presenza dei Carabinieri sul territorio comunale, cercando di sbloccare i fondi provinciali, già stanziati, per il recupero dell'ex villa Vollaro da convertire in nuova caserma. Della questione ci siamo occupati più volte sulle pagine del blog, in ultima istanza nel febbraio 2012 (leggi post). Ad oggi non se n'è fatto più nulla e la villa è ancora lì, abbandonata e inutilizzata, a testimoniare il fallimento delle Istituzioni locali. 
Il Consigliere Gennaro Manzo, capogruppo de "Il popolo di San Sebastiano - Manzo Sindaco", presenterà una proposta d'interrogazione al Consiglio comunale di giovedì 11 Settembre (leggi punti all'o.d.g.), relativamente alla questione del mantenimento della stazione dei Carabinieri a San Sebastiano al Vesuvio. Nello specifico, il capogruppo dell'opposizione chiederà di conoscere i provvedimenti assunti dall'Amministrazione per consentire il mantenimento sul territorio della locale stazione e se ci sia la volontà di affidare l'immobile di Piazza Municipio (ex casa comunale) - occupato attualmente dalla società "Arkanon", risultata morosa di oltre 100.000 euro per canoni ed utenze non pagati - ai Carabinieri in via temporanea o, in mancanza di tale provvedimento, se si possa integrare il canone locatizio del nuovo contratto di fitto, eventualmente da stipulare, e relativo all'immobile di Via Falconi, sede dell'attuale caserma. 
Sono tanti i nodi da sciogliere nel breve periodo, ma bisogna agire in fretta prima che i Carabinieri restino senza un "tetto" sulla testa.

lunedì 27 febbraio 2012

Il futuro incerto della villa confiscata al clan Vollaro

Nelle ultime settimane, la villa di Viale degli Ulivi, appartenuta a Luigi Vollaro - storico boss dell’omonimo clan camorristico operante nella zona est del napoletano - è tornata al centro del dibattito politico locale. Nel Consiglio comunale dell’8 febbraio (vedi post), il Sindaco Giuseppe Capasso ha riferito di essersi attivato in Prefettura ed in Provincia, dove è capogruppo all’opposizione, per reperire i soldi (circa 2 milioni di euro) per la realizzazione della nuova caserma dei Carabinieri nella villa confiscata ai Vollaro. L’attuale stazione dell’Arma, com’è noto, è ubicata in un edificio privato di Via Falconi e da alcuni anni non vengono corrisposti al proprietario i canoni di locazione. Pertanto, se non sarà predisposta una nuova struttura pronta ad accoglierli, i Carabinieri rischiano di trovarsi per strada. Eppure, nel mese di luglio del 2009, il Consiglio comunale di San Sebastiano aveva approvato il dissequestro della villa del clan Vollaro per riqualificarla e allestirvi la nuova caserma.  Furono stanziati circa 1 milione di euro per la ristrutturazione e si attendeva solo il via libera del Ministero delle Infrastrutture. L’amministrazione aveva previsto l’avvio dei lavori nella primavera del 2010, ma ad oggi non c'è l'ombra di un cantiere (per approfondimenti, leggi post). A questo punto, vale la pena ripercorrere le tappe salienti della storia giudiziaria di questa villa.
L’iter giudiziario- Nell’ottobre 1984 il Tribunale di Napoli – 3° sezione penale (collegio per l’applicazione delle misure di prevenzione) dispone il sequestro del complesso immobiliare e, a distanza di due mesi, la successiva confisca. La decisione viene confermata il 17 gennaio del 1990 dalla Corte d’appello e ottiene il sigillo della Suprema Corte di Cassazione il 15 ottobre dello stesso anno, ma Luigi Vollaro non si rassegna e nel 2002 presenta un’istanza per rientrare in possesso della villa. La sezione per l’applicazione delle misure di prevenzione respinge la richiesta con un decreto depositato il 21 novembre 2003. La Corte d’appello il 1 luglio 2004 conferma il decreto del Tribunale, condannando Vollaro al pagamento delle spese, e il 1 febbraio 2005 la Suprema Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del boss, con nuova condanna alle spese. Dopo un iter giudiziario ventennale, il 3 dicembre 2004 i dirigenti del Demanio consegnano a Silvio Carpio, l’allora sindaco di San Sebastiano al Vesuvio, l'immobile, che rientra così nei beni indisponibili del Comune vesuviano.
La riconversione della villa- Dalla lettura del verbale di consegna emerge che la villa (30 stanze su 4 livelli) sarebbe stata utilizzata per finalità sociali e si ipotizzava una destinazione a centro di accoglienza diurno e notturno per anziani. La destinazione a caserma dei Carabinieri sarebbe, invece, maturata a seguito del "Patto per la sicurezza di Napoli e Provincia", siglato il 3 novembre 2006 presso la Prefettura di  Napoli. “Tra le iniziative da mettere in cantiere nell’ambito del Patto per la sicurezza – queste le parole di Giuseppe Capasso in un’intervista dell’epoca – c’è la richiesta avanzata dai vertici dei Carabinieri al Ministro Amato di avere un’immobile nell’area vesuviana, richiesta accolta destinando all’Arma la villa di Vollaro. Per i lavori di ristrutturazione servono 500mila euro che verranno coperti con fondi della Provincia”.
Gli anni si susseguono, così come le promesse, ma il futuro della villa è tutt’altro che certo. L'unica certezza, al momento, è il lento, ma inesorabile declino della struttura, più volte vandalizzata nel corso degli anni da ignoti. Quando sarà scritta la parola "fine" a questa lunga e tormentata vicenda?