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domenica 28 ottobre 2012

Sondaggio sul Parco Urbano, l'opinione pubblica si divide


Nel mese di Settembre, assieme ad un post che informava della cessione di parte del suolo del Parco Urbano di San Sebastiano al Vesuvio alla locale Parrocchia, pubblicammo, nella barra laterale del Blog, un sondaggio. Il termine ultimo per votare era fissato al 31 dicembre. A seguito, tuttavia, di alcuni problemi tecnici afferenti il server web in cui sono conservati i dati sui votanti, i contatori con il numero dei voti pervenuti  si sono azzerati. Purtroppo il problema persiste rendendo inutile, ormai, la presenza del sondaggio sul blog. Ad un mese, dunque, dalla sua pubblicazione provvediamo a rimuoverlo rendendo noti i risultati. I votanti in tutto sono stati 374, che si sono ripartiti in questo modo: 179  SI (48%) VS 195 NO (52%).
La scelta di realizzare il nuovo complesso parrocchiale all’interno del Parco Urbano e la cessione di suolo che ne è conseguita, già ufficializzata con atto notarile, sembrano così "spaccare in due" l’opinione pubblica. Tutti o quasi concordano con la necessità di realizzare una nuova chiesa per i sempre più numerosi fedeli, ma molti non condividono il fatto che la si edifichi all’interno del Parco: troppo miseri e poco convincenti sembrano stati i tentativi per la ricerca di un’area alternativa.
Intanto è probabile che la data di inizio lavori sia fissata per il prossimo anno: i fondi sono stati stanziati ed il progetto sembra essere pronto.

venerdì 21 settembre 2012

Il Sondaggio sul Parco Urbano


Il 10 dicembre 2010 la “Parrocchia di San Sebastiano Martire” richiedeva al comune di San Sebastiano al Vesuvio la cessione in diritto di superficie di un’area di circa 6000 mq per la realizzazione di un complesso parrocchiale composto da: Chiesa, Casa Canonica, Opere di ministero pastorale e strutture all’aperto per attività di formazione e ricreazione dei giovani. La richiesta trovava accoglimento nel Consiglio Comunale del 28 dicembre dello stesso anno (vedi post). Durante la seduta si decise di concedere alla Parrocchia di San Sebastiano Martire, "in diritto di superficie gratuito", un’area di 5400 mq localizzata nell’attuale Parco Urbano di via Panoramica Fellapane.  L’ufficializzazione è avvenuta nel mese di maggio dell’anno in corso con la stesura di un atto notarile che, di fatto, sancisce la cessione. Tre anni il limite fissato per l'inizio dei lavori subordinato al rilascio del permesso a costruire ed al parere degli Enti preposti alla tutela del territorio.
Il Parco e l'Auditorium - Purtroppo, il destino del Parco Urbano, lasciato completamente all'abbandono negli ultimi anni, in particolare nella sua parte alta, è segnato. Eppure si tratta di un polmone verde di grande valore, situato alle pendici del Vesuvio in pieno Parco Nazionale, con essenze arboree trascurate, ma pregiate, concentrate in particolare nei terrazzamenti superiori che saranno smantellati per far posto al cemento del nuovo complesso edilizio parrocchiale.
Il Consiglio Comunale giustificò la cessione facendo leva sui vantaggi che la cittadinanza avrebbe avuto dalla costruzione di un Auditorium che, si diceva, fosse messo completamente a disposizione dei giovani e dei cittadini. In realtà si apprende che  l’auditorium e/o teatro e le strutture all’aperto "saranno concesse al Comune di San Sebastiano al Vesuvio un solo giorno a settimana e dal giovedì alla domenica dell’ultima settimana di settembre esclusivamente per finalità istituzionali e su richiesta dello stesso Comune. Le attività dovranno rispettare la specificità del luogo ed il loro programma comunicato al Parroco almeno trenta giorni prima". 
Il sondaggio - Dell’attuale Parco Urbano rimarrà così solo la parte inferiore. E i cittadini cosa ne pensano? Concordano con la cessione a titolo gratuito di una sua consistente area, con la finalità di realizzare un complesso parrocchiale? In fondo, è davvero questa un’opera necessaria? Nel tentativo di saggiare l’opinione cittadina in merito, lanciamo un nuovo sondaggio che rimarrà, nella barra laterale, attivo fino al 31 dicembre.

giovedì 20 ottobre 2011

San Sebastiano al Vesuvio, Manzo attacca l'amministrazione su tutti i fronti


Seduta fiume martedì sera nell’aula consiliare del piccolo paese vesuviano, tanti i punti all’ordine del giorno e un duro attacco da parte dell’opposizione.
Al fine poté più la politica che il calcio! Anche se con qualche malcontento, a nostro parere, ingiustificato, vista l’importanza del momento civico e la serietà degli argomenti trattati all’ordine del giorno; ben 16 i punti, di cui sei interrogazioni de Il popolo di San Sebastiano e una, approvata sul momento, su proposta della Federazione della Sinistra.
Il Consiglio Comunale, come ormai d’abitudine da un po’ di tempo a questa parte, comincia nel segno dell’aspra polemica; il primo casus belli è l’orario dell’assise, le 17.00, a parere del consigliere di minoranza Manzo, poco opportuno, per la concomitanza dell’incontro di calcio tra Napoli e Bayern. La seduta però ha il suo normale svolgimento e non comincia certo in anticipo, anzi i consiglieri si concedono il loro quarto d’ora accademico ed è comunque presente un nutrito gruppo di cittadini, in buona parte sostenitori della lista di centro-destra o parti in causa della discussione; e allora via! Fuoco alle polveri!
Rino Manzo come James Stewart in Mr. Smith va a Washington, si prodiga in un vero tour de force. Nelle quasi cinque ore di riunione, il vero mattatore è lui. Con dovizia di particolari il pirotecnico candidato sciorina una serie incredibile di dati e accuse di inadempienza nei confronti della maggioranza capeggiata dal sindaco Giuseppe Capasso. Ogni delibera, ogni riconoscimento di debito fuori bilancio, viene puntualmente rintuzzato da un preciso attacco dell’imprenditore. Ognuna delle sue requisitorie culmina con la teatrale consegna agli atti, nelle mani del segretario generale, Salvatore Incarnato, di una copia della sua denuncia, quella che consegnerà poi, per ogni singolo capo all’ordine del giorno, alla Procura Generale della Corte dei Conti.
In particolar modo le obiezioni di Manzo tendono a sottolineare il poco tempo avuto a disposizione per informarsi sugli argomenti in questione; soprattutto, in relazione ai primi nove punti in discussione, contesta l’approvazione delle voci in bilancio da parte della giunta, prassi che andrebbe espletata in ambito consiliare e, a suo avviso, solo per motivi di reale urgenza limitata alla sola giunta comunale. Così è valso per lo stanziamento dei fondi per la manifestazione sulla legalità, e l’integrazione economica per gli LSU. Allo stesso modo, per i debiti fuori bilancio nei confronti della ditta Eden Park, per la custodia dei randagi. Nei confronti del Ministero dell’Economia e delle Finanze, relativamente all’ICI, incamerata totalmente dal Comune e dal 1993 e mai restituita, nella sua parte spettante, al ministero. Viene procrastinata poi, per una più approfondita disamina, la nona voce in discussione, quella relativa al regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale.
L’assolo di Manzo raggiunge il suo culmine con le tematiche a lui più care, i suoi cavalli di battaglia, la questione della piscina comunale, quella del cinema all’aperto, gli immobili comunali, la gestione del verde pubblico, gli appalti per l’illuminazione di Via delle Industrie/Astronauti e la gestione del censimento.
Al di là delle considerazioni di merito, che per la loro complessità lasciamo all’altrui competenza, una cosa spicca su tutte ed è stata la discordanza tra i fatti esposti da Gennaro Manzo e la linea del principio sostenuta invece dall’amministrazione. Sarebbe stato opportuno, a nostro avviso, rispondere, ai dati del consigliere, con altrettanti elementi riscontrabili e non col solo buon senso, del quale, così come le buone intenzioni, è risaputo che ne è lastricata la via che porta all’inferno. Certo! Tutto potenzialmente condivisibile ma stiamo parlando della gestione di un comune italiano e non di una casa privata dove si gestisce ciò che è proprio.
Ad esempio, la concessione all’Arci Movie dello spazio del parco urbano, per le proiezioni cinematografiche, ha permesso da circa un decennio, a chi non va in vacanza, di vivere il paese anche d’estate, bella iniziativa! Ma allora perché non adeguare prima la struttura? Perché non ottenerne un guadagno, viste le magre entrate comunali? E perché, quando da noi interpellata, l’associazione ha preferito non rilasciare alcuna dichiarazione?
Allo stesso modo, pur dando atto all’assessore Aratro, che la chiesa è uno dei pochi presidi democratici sul territorio, non capiamo il perché, con la cessione a questa di un terreno nel parco urbano, un domani saremo costretti ad entrare in punta di piedi in quello spazio, che una volta era suolo pubblico, praticamente una sorta di “padrone jesce afora!”
Sta di fatto che, al di là di tutto ciò, il parco risulta essere ancora chiuso per i cittadini e rimane soltanto a esclusiva fruizione delle manifestazioni e di chi le organizza. Colpisce su tutti l’intervento di Gianluca Sannino, il più giovane dei consiglieri PD. Sannino appoggia la tesi di Aratro, quella di una pluralità religiosa e la giustezza quindi della cessione del terreno alla curia, che certo non scarseggia di mezzi a sua disposizione. Il consigliere dimentica però due cose fondamentali, la prima, che nonostante l’ecumenismo mostrato, soldi e terreni pubblici vanno sempre a finire là, alla chiesa cattolica, ma soprattutto, dimentica che fa parte ancora del direttivo del Forum dei Giovani. Sa il giovane consigliere che il Forum e la gioventù del paese sono ancora alla ricerca di una sede degna di questo nome? O la parrocchia di San Sebastiano Martire deve essere l’unico presidio “democratico”?
Il sindaco Capasso conclude, in risposta alle interrogazioni con una metafora; quella del vigile urbano che non porta nella sua auto le lampadine di scorta previste dalla norma. In questo caso il vigile è in difetto, ma può essere considerato il suo un reato? Secondo noi in quest’intervento del primo cittadino c’è l’immagine dell’Italia degli ultimi sessant’anni e in particolar modo del nostro Meridione.
Lo Stato non può e non deve sbagliare, lo Stato, anche a costo di sembrare superfluo, deve dare il buon esempio, non si può pretendere altrimenti dai cittadini il rispetto di nessuna norma se non è lui il primo a farlo. Ci vuole trasparenza. Anche sulle lampadine!
La discussione si smorza. Strada facendo, la stanchezza, gli sbadigli, le solite risatine maliziose, gente che s’alza e gironzola tra i banchi consiliari, le urla dei tifosi dal bar vicino, incominciano a distrarre anche i più attenti degli astanti. I pochi rimasti ad assistere alla discussione si chiederanno più tardi se le schermaglie tra i due schieramenti contrapposti e le accuse di minaccia degli uni e degli altri, siano solo il frutto della stanchezza, o un effettiva sensazione.

venerdì 31 dicembre 2010

Approvata la cessione del suolo pubblico per la costruzione di una nuova Chiesa

Il 28 dicembre scorso, al termine di un intenso Consiglio comunale, è stato deciso che un 1/3 del suolo del Parco Comunale di Via Panoramica, pari a circa 6.000 mq2, sarà donato alla Curia per la costruzione di una nuova chiesa. Questa scelta nasce dal fatto che l'unica chiesa di San Sebastiano al Vesuvio, elevata al rango di Santuario, non riesce a contenere il flusso di fedeli, sopratutto nelle messe domenicali, e dalla necessità di preservarla, in quanto è uno dei pochi edifici di pregio storico presenti sul suolo comunale. Per approfondimenti sul tema, vi rimando ad un articolo pubblicato due giorni fa da Ciro Teodonno.