La perversa pratica del capitozzare gli alberi ha assunto una diffusione allarmante, confermandosi la principale minaccia per gli alberi dei nostri paesi, riducendone drammaticamente la longevità e trasformandoli in fonti di rischio in aree ad alta densità.
A San Sebastiano al Vesuvio gli esempi di capitozzatura abbondano. Basta fare una passeggiata nella centralissima Via Plinio oppure in Via Principessa Margherita (vedi foto) per scoprire di quanto sia diffusa tale pratica, che dovrebbe, invece, essere vietata dal regolamento comunale, così come accade in altri comuni italiani. In un paese in cui l'amministrazione comunale professa l'amore per il verde, organizzando, tra l'altro, annualmente la "rassegna del verde", ci si aspetterebbe maggior rispetto verso la flora. Purtroppo, si ricorre a questa pratica nell'erronea convinzione di rendere gli alberi più sicuri. Niente di più sbagliato.
E' sconsigliabile- Se lo scopo è di contenere le dimensioni dell'albero, la capitozzatura non funziona. Un albero, dopo la capitozzatura, aumenta il tasso di crescita, nel tentativo di rimpiazzare rapidamente la superficie fogliare perduta, necessaria per fornire nutrimento al fusto ed alle radici. E non rallenterà la crescita fino a quando non avrà raggiunto più o meno la stessa grandezza antecedente la capitozzatura, ossia pochi anni!
E' costosa- Un albero capitozzato deve essere "fatto e rifatto" dopo pochi anni. Ogni volta, infatti, che una branca viene tagliata, crescono rapidamente numerosi germogli lunghi e magri per rimpiazzarla. Questi, poi, dovranno venire tagliati e ritagliati, ma ricresceranno sempre l'anno successivo, rendendo il lavoro esponenzialmente più difficile. Un albero potato correttamente resta, invece, "a posto" a lungo, perché dopo la potatura non è stimolato ad una massiccia ricrescita. La potatura corretta esalta la salute e la bellezza dell'albero e, nel lungo termine, risulta essere molto meno costosa.
E' brutta- La capitozzatura, senza troppi giri di parole, è orrenda! Branche e rami appena tagliati ricordano moncherini di gambe o braccia amputate. La successiva ricrescita, in primavera, di succhioni dritti, intricati, brutti, rendono l'albero simile alla scopa della strega. La naturale bellezza della chioma di un albero dipende dall'ininterrotto assottigliarsi, dal tronco fino ai rametti più fini e delicati, e dal regolare dividersi di branche e rami. La capitozzatura distrugge la silhouette invernale dell'albero e anche se, dopo anni, l'albero riuscirà a ristabilirsi, non sarà comunque lo stesso di prima.
E' pericolosa- La capitozzatura è il danno più serio che si possa infliggere ad un albero. Secondo quanto sostiene Alex Shigo, noto scienziato ed "inventore" della moderna arboricoltura, pesanti e ripetute capitozzature possono generare colonne interne di legno cariato, il cui malefico effetto si manifesterà solo anni dopo, in coincidenza con periodi siccitosi o altri stress. La salute dell'albero, in alcuni casi, è talmente compromessa da non lasciargli la forza necessaria a riprendersi.