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giovedì 22 dicembre 2011

Rischio chiusura per il centro antiviolenza Lilith


San Sebastiano al Vesuvio, dicembre 2011. L’Associazione  Sott’e Ncoppa, responsabile della gestione dell' unico centro antiviolenza operante sul territorio rischia la chiusura.
Lilith e le sue utenti rischiano il silenzio
Un brutto inizio anno potrebbe profilarsi per le decine di donne che in questi due anni si sono rivolte al centro antiviolenza di San Sebastiano al Vesuvio usufruendo gratuitamente dei servizi di prima accoglienza, consulenza psicologica, consulenza legale e di orientamento al lavoro.
Nel corso dei due anni l’ affluenza di oltre sessanta utenti, provenienti da tutti i comuni vesuviani e da Napoli,  ha reso lo Sportello Lilith una realtà imprescindibile all'ombra del Vesuvio. Un percorso di riflessione e lotta contro la cultura patriarcale che in una terra difficile è all'origine di  storie di ordinaria violenza e sopraffazione, coperte da una comunità immobile, in cui l'imperativo è  lavare i panni sporchi in famiglia.
Un laboratorio di pratiche differenti che non si caratterizza come organizzazione di donne femministe ma nasce come costola di un'associazione di commercio equo-solidale formata da uomini e donne.
La coordinatrice del centro ha però affermato: non ci fermeremo  ancora. Questo centro ci ha dato la possibilità di sollevare sul nostro territorio il velo di maya sulla violenza. Le operatrici e le decine di volontarie e volontari continueranno a offrire il servizio, in maniera ridotta ma mantenendo alta come sempre la qualità del lavoro
Contestualmente, l'associazione sta avviando azioni di comunicazioni e fund raising (cinque per mille, donazioni, cene di sottoscrizione) per raccogliere il sostegno della cittadinanza che in questi due anni ha fruito dei servizi ed ha partecipato attivamente alla costruzione dell'importante presidio.
Fonte: Comunicato Stampa 
Foto: Flash Mob

lunedì 28 novembre 2011

Lilith non ci sta a tornare nel silenzio. Un Flash Mob per ...


Domenica 27 Novembre. Alle 11:30 sono sulle scale della chiesa di San Sebastiano al Vesuvio. Aspetto i ragazzi dello sportello antiviolenza Lilith. Arrivano dopo poco, maschere e cartelli alla mano, fra loro anche una bambina. Sono intenzionati a lanciare un messaggio forte, che lasci un segno nei cuori e faccia riflettere chi è in piazza per la solita routine. Ornella, Barbara, Gina, Vera ….., parlano, si organizzano, decidono di attendere l’uscita della gente dalla chiesa e di promuovere, per il momento, l’iniziativa sul piazzale che costeggia i porticati di via Plinio. Si posizionano ed il silenzio è rotto dal suono di un fischietto. Con un movimento secco le maschere sono calate sul volto ed i cartelli tenuti saldi e mostrati al pubblico. Si sentono i primi brusii, quelli di chi si chiede cosa stia accadendo, di chi prova terrore per quelle maschere tanto tetre e scomode, che di certo non lasciano indifferenti. “Nessuna violenza nasce dall’amore”, “Finchè la morte non vi separi [?]”, “Questo corpo è mio, non si tocca, non si viola, non si uccide”. I messaggi scritti sui cartelli sono forti, di quelli che gelano il sangue nelle vene. Passano pochi minuti e di nuovo il suono di un fischietto sopraggiunge prepotente. Segue un urlo “Esci dal silenzio!” rivolto a tutte coloro che le violenze le subiscono davvero, fra le mura domestiche, sul posto di lavoro. Le maschere, emblema di chi si nasconde per paura, di che tace impietrita dinanzi alla violenza, sono così rimosse mostrando i volti decisi dei tanti che hanno preso parte all’iniziativa. Il messaggio è un chiaro invito ad uscire dalla solitudine, al coraggio che solo la comprensione e l’amore possono dare.
Parlo con alcune operatrici, mi raccontano il lavoro fatto da quando il centro è stato inaugurato. Sono passati solo due anni eppure oltre 60 donne si sono rivolte allo sportello Lilith. Un numero che a me sembra davvero elevato ed evidenzia l’importanza di tale strumento sul nostro territorio. Subito emergono le preoccupazioni per il futuro. Un’operatrice mi spiega che la copertura economica, assicurata dal finanziamento che ha dato vita al centro antiviolenza, ne garantisce la sopravvivenza fino a marzo del 2012. A gennaio sarà interrotto il pagamento delle operatrici ed il centro dovrà reggersi con il solo supporto volontario. Se non arriveranno altri fondi la chiusura sarà inevitabile. In questi mesi la caccia a nuove risorse ha visto la partecipazione di Lilith ad una serie di nuovi bandi. La speranza è quella di vincerne qualcuno. Mi viene spiegato che non esiste un fondo per le donne vittime di violenza, contrariamente a quanto accade per le vittime di incidenti stradali o di camorra. Dunque gli sportelli sono costretti a finanziarsi attraverso la partecipazione ai bandi. Una situazione che accomuna tutti i centri antiviolenza della Campania. Eppure sembra che le risorse ci siano, arrivate dalla comunità europea, ma bloccate dalla Regione. Soldi che attendono, probabilmente, di essere investiti.
Al suono della campana, che annuncia la fine della messa delle 13, il gruppo si porta compatto all’esterno della chiesa. Inizia la fase conclusiva del Flash Mob contro la violenza sulle donne, il primo della storia sebastianese. Ancora una volta stupore, curiosità, negli occhi dei tanti passanti in auto ed in quelli di chi esce dalla messa domenicale. Non sono mancate le polemiche, suscitate da un cartello sul tema dell’aborto apparso scomodo ai più. Una domenica di riflessione insomma, per ricordare che il 25 novembre ricorreva la giornata della violenza contro le donne, che Lilith non ci sta a tornare nel silenzio. Foto - Video.

venerdì 25 novembre 2011

Lilith non ci sta a tornare nel silenzio


Il centro antiviolenza “Lilith” di San Sebastiano al Vesuvio è promotore di un’iniziativa, dal grande valore simbolico, per domenica 27 novembre. L’appuntamento è per le 11:30 all’esterno della chiesa del Santo Patrono. Qui si terrà, presumibilmente, il primo “Flash Mob” della storia sebastianese. Il termine, di origine anglosassone, è usato per indicare una riunione, spesso “fuori dalle righe”, che si dissolve nel giro di pochi minuti. Un’iniziativa dai principi nobili, per ricordare che la violenza sulle donne va denunciata e non subita, perchè di silenzio si muore.
Purtroppo sullo sportello antiviolenza di San Sebastiano al Vesuvio incombe il rischio chiusura. A due anni dalla sua inaugurazione la mancanza di fondi sembra condannare tutti coloro che ci hanno creduto, e ci credono ancora, proprio all’inevitabile, e tanto temuto, silenzio. A tutto questo Lilith dice NO.
Ecco le informazioni, estratte dalla pagina FB dell'evento, utili anche a chi volesse partecipare al "Flash Mob" come attore, e non solo come semplice spettatore:
-Ore 10:00 ritrovo e coordinamento dei partecipanti presso l’Equobar in via Luca Giordano.
-Ore 11:30 spostamento dei partecipanti all’esterno della chiesa di San Sebastiano.
-Ore 11:40 al segnale dato dal suono di un fischietto i partecipanti indosseranno una maschera per 4 minuti e ciascuno mostrerà una vignetta con i dati sulla violenza.
-Finiti i 4 minuti, ad un nuovo suono del fischietto, la maschera sarà rimossa all’urlo di “Esci dal Silenzio”.
Ricordiamo che oggi, 25 novembre, è la giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Istituita dall’Onu nel 1999 è un importante appuntamento internazionale che mira, attraverso iniziative ed eventi, ad accrescere la consapevolezza dell’opinione pubblica su questo drammatico tema.

domenica 23 ottobre 2011

Lilith: Centro Antiviolenza a San Sebastiano al Vesuvio


Lilith è un progetto di donne per donne, al fine di realizzare sul territorio vesuviano un centro antiviolenza di assistenza e supporto alle donne vittime di violenza. Lilith è un centro che si prefigge di essere anche un luogo di aggregazione per quante sono costrette a vivere il dramma della violenza nel privato delle mura domestiche. Se ritieni di essere vittima di violenza, rivolgiti allo Sportello d'Ascolto che raccoglierà le tue difficoltà in uno spazio protetto, potrai: contrastare l'isolamento e costruire un percorso di crescita, affrontare e risolvere i tuoi problemi, combattere la diffusione degli abusi e la violenza contro le donne. Le Psicologhe ti accompegneranno a guardare con serenità ai tuoi bisogni, ad acquisire consapevolezza e trovare coraggio e fiducia nelle tue capacità, a progettare e costruire strategie di uscita dalla violenza. Le avvocate ti aiuteranno a conoscere e difendere i tuoi diritti fornendo assistenza legale al fine di fermare la violenza. Le attività dello Sportello Lavoro sono: orientamento, rimotivazione e reinserimento al lavoro, percorsi professionali individuali, accompagnameto alla ricollocazione, bilancio competenze e tecniche di ricerca del lavoro. Lilith offre anche: sportello di ascolto, consulenze psicologiche, consulenze legali, riorientamento al lavoro, supporto e consulenza on line, corsi di danza terapia, corsi di ginnastica dolce e tecniche di respirazione, seminari di reiki, centro di documentazione, gruppi di auto-aiuto, campagne di sensibilizzazione e prevenzione, formazione ed aggiornamento. I servizi sono gratuiti e aperti alle donne in difficoltà. In particolare lo sportello è aperto ogni lunedì dalle 10:00 alle 13:00 ed ogni giovedì dalle 15:00 alle 18:00. Siamo a San Sebastiano al Vesuvio (NA) in Via Luca Giordano 24. Per contatti chiamare lo 0815749320 o inviare una e-mail all'indirizzo: sansebastiano@sportellolilith.it


Di: Ornella

giovedì 29 aprile 2010

Apre il Centro Anti-violenza

Dalla collaborazione tra l’ Associazione Sott’e’Ncoppa e l’Associazione Spazio Donna, e grazie al finanziamento dell’ Associazione CSV Napoli (centro di servizio per il volontariato), è nato a San Sebastiano al Vesuvio il Centro Antiviolenza Lilith. Lo sportello, operativo dal mese di aprile presso la sede dell’Associazione Sott’e’ncoppa in Via Luca Giordano, n. 24, fornisce, gratuitamente, prima accoglienza, assistenza legale, psicologica e di orientamento al lavoro. Un luogo di donne per le donne, specialmente su un territorio, come quello vesuviano, che registra l’assenza pressoché totale di spazi e servizi atti ad accogliere il dramma della violenza, che rimane, spesso, sepolto tra le mura domestiche.
Il progetto, secondo un approccio multilivello, prevede il coinvolgimento e la creazione di una forte rete con le istituzioni e la società civile. Sono previste, infatti, azioni di sensibilizzazione e percorsi formativi di educazione alla sentimentalità e alla parità tra i generi nelle scuole di tutti i cicli; oltre alla realizzazione di corsi di yoga, danza terapia, reiki e corsi di formazione lavorativa rivolti alle donne. Lo sportello è aperto il lunedì, dalle ore 10 alle ore 13, ed il giovedì, dalle ore 15 alle ore 18. Inoltre, è attivo 24 ore su 24 il numero telefonico rosa 081/6123421