
Più volte sulle pagine del blog ci siamo occupati di Via Panoramica e della grande quantità di rifiuti sversati ai margini della carreggiata soprattutto dalle coppiette che, in special modo nelle ore serali, affollano la parte alta della suddetta arteria, spingendosi anche oltre la
sbarra metallica ed in certi casi fin sopra le colate laviche. Fazzoletti, preservativi, cartoni di pizze e lattine vuote sono solo alcuni dei rifiuti scaricati dalle auto in sosta. E'uno spettacolo vergognoso a cui non ci abitueremo mai e che denunceremo sempre con la stessa veemenza! La porta d'accesso alla sentieristica del Parco nazionale del Vesuvio, meta di numerosi escursionisti, meriterebbe maggiore attenzione da parte di tutti, mentre è sporca e degradata, come la più squallida delle periferie.
Le soluzioni- Nel corso degli anni, si è tentato di trovare una soluzione definitiva all'annoso problema. Dal divieto di sosta permanente posto su entrambi i lati della carreggiata - fatto rispettare solo sporadicamente dalla polizia municipale di San Sebastiano al Vesuvio, e che penalizza, comunque, i fruitori dei sentieri - all'introduzione di telecamere di videosorveglianza, richieste da più parti e mai installate, fino alla posa di un
cordolo spartitraffico, ipotesi avanzata in un post dello scorso anno, per dividere i due sensi di marcia e che impedirebbe di fatto la sosta delle vetture.

La locandina- Nel febbraio del 2006, l'allora Presidente del Parco Nazionale del Vesuvio Amilcare Troiano lanciò una campagna di sensibilizzazione rivolta ai più giovani, invitandoli ad usare, dopo l'effusioni amorose, i cestini dei rifiuti. Per l'occasione vennero stampate numerose locandine in vernacolo (qui a lato) con l'ironica scritta: "Dopp' nu vas', na pizza e na carezza, arricurdateve d'ausà 'o bidone d' 'a munnézza". Ovvero: "Dopo un bacio, una pizza e una carezza, ricordatevi di usare il bidone per l'immondizia". Le suddette locandine furono affisse nelle scuole, nei pub, nei bar e nelle discoteche della zona vesuviana, ma non lì dove sarebbero state più utili, ossia nei luoghi, come Via Panoramica, dove si consuma l'amore nascosto.
Insomma, basterebbe un minino di buon senso e di educazione per preservare le bellezze naturali del Parco nazionale del Vesuvio, il nostro Parco.